Domenica 26 settembre 2021

La scuola dove si insegna la montagna, che manca in Valtellina

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Poche persone conosceranno questa realtà, che proprio lo scorso anno, il 12 settembre, ha compiuto 20 anni di attività. Questa è una scuola, ma non una scuola qualsiasi, è una scuola di montagna, dove si insegna cos’è la montagna, il suo equilibrio, le sue arti ed il suo splendore. Una scuola di vita per le nuove generazioni. È la scuola quasi unica sulle Alpi, la più alta, situata in Alta Val Venosta, a pochi chilometri del confine austriaco, a 1.847 metri, nella valle tra le più splendide che conosca, la Valle Lunga. Fa parte del circolo didattico di lingua tedesca di Curon Venosta/Resia, costruita, in collaborazione tra lo Stato Italiano e la Provincia di Bolzano con i fondi europei per le aree rurali, dove sorgeva la vecchia scuola elementare di Melago. Qui bambini e ragazzi, dalla terza elementare fino alla quinta superiore, provenienti da tutta Italia, ma anche da Austria, Svizzera e Germania, possono passare un periodo variabile di diverse settimane durante il loro periodo scolastico. Qui possono vivere, da un lato, un’esperienza a contatto con la natura e scoprire le sue peculiarità e, dall’altro, di conoscere la cultura e le attività del mondo dei contadini della Vallelunga e dell’Alta Val Venosta. Il tutto affiancato ai loro normali studi. Nata come progetto per lo sviluppo dell’economia rurale nella zona strutturalmente debole della Vallelunga, finanziato con i fondi del programma europeo LEADER II, la Erlebnisschule ha visto una costante crescita che ha apportato alla zona della Vallelunga un valore aggiunto di circa 10 milioni di euro. Il fatto che la questa scuola sia riuscita a garantire la sostenibilità del progetto e a proseguirlo con successo, anche dopo che l’iniziativa nell’ambito del programma LEADER II era terminata, non è certo un’ovvietà. Ogni anno arrivano qui 2.500 bambini e ragazzi con i loro insegnanti. Per questo progetto sono stati coinvolti personaggi e famiglie dell’intera valle, che ospitavano i bambini nei loro masi e appartamenti. Così come gli insegnanti e gli educatori hanno prodotto nel corso degli anni un grande valore aggiunto economico e socio-culturale. Migliaia di bambini hanno raccolto esperienze importanti per la loro crescita nell’ambito di un concetto didattico e pedagogico innovativo che si basa sul rispettoso rapporto tra uomo e montagna.
Un secolo di Alto Adige: efficienza e benessere, ma anche privilegi anacronistici
Proprio in questa chiave bambini e ragazzi, durante il giorno, hanno la possibilità di partecipare a diverse attività in base alla stagione: fare il burro e il pane, conoscere ed accarezzare gli animali locali, scoprire la vita del contadino di montagna e mungere le mucche, lavorare la lana e il legno. Vengono inoltre organizzate escursioni, arrampicate ed esplorazioni dei vari habitat naturali che connotano il territorio della Val Venosta. Un aspetto rilevante di quest’esperienza è il rapporto diretto tra i giovani e la popolazione del posto e le tradizioni locali, tipicamente tirolesi.
L’Alto Adige si dimostra sempre un passo avanti rispetto al resto d’Italia, ci vorrebbe anche in Valtellina una struttura simile.
Marco Trezzi
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