Venerdì 07 maggio 2021

La Soprintendenza ferma i lavori del nuovo sentiero in Val di Mello

Condividi





NEWS LOCALI
Negli ultimi giorni si è tornati a parlare, con i consueti toni accesi, della Val di Mello e dei lavori per la realizzazione di un percorso accessibile, che già un paio di anni orsono erano stati terreno di scontro tra diversi punti di vista e fazioni. Con discussioni che avevano superato il limite della decenza. Innestandosi su campagne elettorali tra opposti schieramenti, vecchi rancori valligiani e gelosie tra guide alpine.
Un quadretto a dir poco imbarazzante. Di certo non edificante per una zona turistica, strumentalizzata da troppi anni per mille questioni. Come il Melloblocco, tanto per citarne una.
Come sempre chi non è del luogo, il turista per esempio, anche sto giro corre il rischio di non capirci molto.
Sono obiettivamente tanti, forse troppi, i folgorati sulla via del Sasso Remenno, che da anni, pur di mettere la propria bandierina sulla questione, buttano benzina sul fuoco della questione senza soluzione di continuità.
La Val di Mello è sicuramente stupenda. Ma è un puntino nell’universo e non è così distante da altri luoghi che, magari anche in Valtellina, meriterebbero analoga attenzione quando sono sotto attacco di appetiti poco rispettosi dell’ambiente e del paesaggio. Sempre che lo sia questo di Ersaf. Per saperlo basterebbe denunciarlo alla procura, invece che sui giornali.
Tornando alle notizie, quelle vere, di seguito le dichiarazioni che abbiamo trovato dei diversi attori protagonisti in campo.
Federica Bergamini, responsabile area Architettura e Paesaggio in provincia di Sondrio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggi.
«Abbiamo disposto la sospensione dei lavori richiedendo i necessari approfondimenti agli enti coinvolti circa gli interventi eseguiti».
Simone Songini, sindaco Val Masino
“Come amministratori di Val Masino la nostra prima preoccupazione è garantire la tutela e la sicurezza della Val di Mello, di chi ci abita e di chi la frequenta, perché ci sono esigenze legate alla conservazione del paesaggio e altre inerenti la prevenzione del rischio allo stesso modo importanti. Il bosco che avanza velocemente e il torrente che esonda rappresentano un pericolo reale per i fruitori della valle ma anche per l’abitato di San Martino. Da tempo si attendevano opere di regimazione idraulica necessarie per garantire la sicurezza del territorio ed evitare esondazioni del torrente, inoltre verrà recuperato l’antico tracciato della transumanza: sono elementi importanti che evidenziano la bontà del progetto che noi abbiamo condiviso. L’intervento prevede anche la sostituzione del ponte che attraversa il torrente all’altezza della località “Gatto rosso”, crollato il mese scorso, e di altri passaggi per l’attraversamento del reticolo idrico minore, senza i quali diventa difficoltoso raggiungere alcune zone della valle. Il Comune per quanto di sua competenza, vigila sugli interventi affinché i lavori realizzati rispettino i progetti autorizzati. Nel caso specifico ci sono state preventivamente le autorizzazioni da parte di tutti gli enti preposti riuniti in un’apposita Conferenza dei servizi che ha esaminato i progetti nel dettaglio concordando sull’opportunità dell’intervento. Proprio per il valore ambientale dell’area interessata sono stati effettuati dei sopralluoghi e degli approfondimenti sui lavori attualmente in corso che sono stati in seguito autorizzati dalla Soprintendenza paesaggistica, dall’Ufficio Territoriale di Sondrio della Regione Lombardia, dalla Provincia di Sondrio e dal Comune di Val Masino”.
Albino Taeggi, presidente della Riserva naturale della Val di Mello
“Noi condividiamo il progetto di Ersaf nella sua interezza per tutto quanto è stato autorizzato – sottolinea -: sicurezza e tutela sono temi prioritari per chi vive la montagna tutto l’anno, per chi vi risiede e si deve confrontare ogni giorno con le difficoltà causate da uno smottamento o da una piena del torrente. La Val di Mello si presenta così com’è anche grazie al lavoro svolto negli anni dai proprietari che hanno sottratto terreno al bosco per ricavarne pascoli per i loro animali, mancando l’apporto dei contadini oggi bisogna intervenire per mantenerla. I lavori in corso risolvono molte problematiche e prevengono pericoli per la popolazione, in questo senso li riteniamo importanti e necessari”.
ERSAF
1) “La Val di Mello non è di ERSAF, non è del Comune di Val Masino, ma è un bene di tutti.
La proposta è la bandiera di come non si deve intervenire in una Riserva naturale, la proposta non ha nulla a che vedere con una riserva naturale.” La Riserva Naturale Val di Mello è di tutti, un bene comune da salvaguardare e tutelare. Per questo richiede una corretta manutenzione e gestione dell’ambiente nel fondovalle ed in particolare dei due habitat prioritari Natura2000 presenti, che discendono dal lavoro tradizionale d’alpeggio: i prati sfalciabili (nardeto ricco di specie), attualmente calpestati perché in alcuni tratti non vi è più traccia del sentiero; e i boschi di ontano bianco di greto, minacciati dalla vegetazione invasiva da tagliare; e nella costruzione del progetto sono state tenute ben presenti le buone pratiche tramandate dai contadini per preservare l’habitat naturale, come la manutenzione dei sentieri, il mantenimento dei muretti a secco, le opere spondali a difesa dei prati-pascoli.
Salvaguardare nel tempo gli elementi naturali è un interesse di tutti, perché il paesaggio è sottoposto continuamente a minacce naturali; ad esempio per assicurare la necessaria sicurezza idraulica ed evitare esondazioni ed erosioni occorre modellare e spostare i sedimenti e i materiali portati dalle piene nell’alveo del torrente ripristinando le scogliere naturali.
2) “La Val di Mello è bella così com’è, senza nuovi irrazionali percorsi; anzi bisogna ridurre e qualificare il turismo che sta assumendo proporzioni devastanti e sensibilizzare verso una fruizione consapevole della valle”
Il fondovalle è una Riserva Paesaggistica proprio perché è un paesaggio antropizzato, non un habitat selvaggio vietato alla fruizione dell’uomo. Comune ed ERSAF sono però da sempre in prima linea e fortemente impegnati nel contenere il turismo di massa che minaccia la riserva, cercando di preservare la bellezza e l’autenticità del
paesaggio anche con soluzioni concrete, come le limitazioni previste per l’accesso delle auto (per i primi km è ammesso solo a pagamento e per una limitata disponibilità di posti, e termina al parcheggio del Gatto Rosso).
Ritengono inoltre che la fruizione consapevole della Val di Mello debba tener conto delle nuove sensibilità culturali, sociali e ambientali per un turismo sostenibile, inclusivo, responsabile e partecipato dalle comunità locali.
3) “Il sentiero in sponda sinistra del Torrente non si tocca.”
La manutenzione ordinaria dei sentieri è una pratica normale in montagna: quanti sentieri non sarebbero più percorribili senza i normali interventi di manutenzione ordinaria? Il sentiero percorre la Riserva Paesaggistica nel fondovalle dove gli habitat naturali si intersecano con gli habitat antropici: gli interventi saranno finalizzati, oltre che a favorire l’accessibilità, anche per migliorare la sicurezza per i disabili e per tutti i frequentatori, specie considerando la necessità di sistemare il ponte di accesso oggi pericolante, che sarà solo pedonale.
4) “C’è già la mulattiera sulla sponda destra del Mello: i disabili fateli passare di là.”
Le analisi preliminari in corso non prevedono interventi significativi sulla mulattiera, strada “agro-silvo-pastorale” la cui sistemazione, che in ogni caso richiede importanti risorse, è all’attenzione dell’ente gestore.
Le altre news di oggi
Ricevi le news su WhatsApp




Unisciti al canale Telegram per gli
aggiornamenti in tempo reale

Ultime notizie