Venerdì 18 giugno 2021

La Splügenpass Galerie, la galleria dello Spluga

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Situazione passi alpini
Proprio pochi giorni fa, mentre rientravo in Italia dal versante svizzero dello Spluga, ho potuto ammirare ancora una volta questo piccolo capolavoro che in pochi conoscono: la Splügenpass Galerie, la galleria dello Spluga. I portali sono ancora parzialmente coperti dalla neve dell’inverno, ben fresata dai mezzi meccanici che hanno reso transitabile il passo la scorsa settimana. Si tratta di un’opera unica in Svizzera, un capolavoro di ingegneria italiano firmato da Donegani, di grande pregio architettonico e storico, risalente al lontanissimo anno 1843, circa due decadi dopo la costruzione della strada. La galleria dello Spluga è lunga 312 metri, è stata costruita nel tratto più pericoloso dell’intera tratta da Splügen a Montespluga, tra la Berghaüs (2030 m) ed il valico (2114 m). Dopo la Berghaüs il percorso fa tre tornanti in serie prima di iniziare un lungo mezzacosta di circa mezzo chilometro che conduce al passo, proprio questo costone, ripido e soggetto all’azione dei venti che accumulano molta neve, doveva essere protetto dalla slavine, in quanto la strada era aperta anche in inverno. Infatti fino agli anni ‘50 del novecento le carrozze ed i veicoli transitavano in questa suggestiva e stretta volta a botte, poi con il flusso di veicoli sempre più importante in estate, la nascita del turismo invernale a Splügen con le piste da sci che attraversavano la strada ed il vicino tunnel del San Bernardino, il passo venne definitivamente chiuso nel periodo che va tra fine novembre e inizio maggio, portando il cantone dei Grigioni a realizzare una strada sul fianco, dismettendo così l’antica galleria para valanghe.

La galleria dello Spluga però, è stata mantenuta per tutti questi decenni, con piccole e grandi opere di manutenzione, come esempio delle costruzioni stradali di un tempo, perché ripeto, questa è un’opera unica in tutta la Svizzera, non esistono altri esempi di tale rilevanza storica ed architettonica su nessuna strada elvetica, un orgoglio italiano (tutta la strada lo è) in territorio grigionese bisogna dire. I paramenti della galleria sono a doppio strato, mentre la volta ne è dotata di uno solo. Alcuni tratti sul lato a monte sono costruiti con la tecnica dei muri a secco, dopo quasi due secoli sono ancora perfettamente intatti. In alcuni tratti della volta sono stati rinvenuti resti di asfalto colato, probabilmente per impermeabilizzarla, tipico segno delle tecniche dei tempi passati. Tutti i muri a monte non presentano nessuna impermeabilizzazione, Donegani aveva previsto pozzetti e canaline che raccoglievano le acque superficiali facendole defluire sotto la galleria, mentre le acque di fusione e di versante venivano raccolta in canaline di drenaggio e fatte defluire attraverso aperture nel muro. La luce era garantita in modo naturale attraverso piccole finestre ogni 20 metri. Pensate che il tunnel ha resistito perfettamente fino agli anni 2000, quando dopo decenni di disuso, le canaline di drenaggio si sono otturate dai detriti e l’impermeabilizzazione della volta ha iniziato a cedere, l’acqua accumulata, con il gelo ha creato rigonfiamenti causando anche il crollo di una piccola porzione.
Il Canton Grigioni però non volle lasciarla morire, così dal 2006 al 2011 ci furono importanti lavori di ristrutturazione, sul lato nord per una lunghezza di 60 metri è stato creato uno spazio espositivo sulla sua storia, infatti da pochi anni la galleria è visitabile e percorribile a piedi dai turisti. La ditta Bronzini Gartmann ha eseguito lavori a regola d’arte, rifacendo quasi totalmente il tunnel con le tecniche dell’epoca, per mantenerla quanto più possibile come in origine. La volta è stata ricostruita con pietrame del luogo, il calcestruzzo è stato utilizzato solo per brevi tratti dove serviva dare stabilità per la sicurezza dei passanti, le canaline ed i sistemi di drenaggio puliti. Per rendere impermeabile la volta gli svizzeri hanno usato per buona parte della lunghezza la costosa argilla opalina, dalle straordinarie proprietà chimico-fisiche. Essa infatti con l’umidità si gonfia e crea una massa impermeabile, a differenza dei classici prodotti bituminosi, non è impermeabile al 100%, ma è proprio questo che la rende unica, perché più duratura e resistente. Essa infatti è in grado di regolare l’umidità, consentendo così di evitare sia secchezza nella volta che accumuli di umidità per condensa. Se passate di qui durante l’estate, fermatevi ed entrate ad osservare questo capolavoro di quasi due secoli fa, vero gioiello dei tempi che furono, ancora perfettamente conservato come il nostro ingegner Donegani la volle.
Marco Trezzi
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