Lunedì 25 ottobre 2021

La stagione di Sondrio Teatro ai nastri di partenza

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Sarà proprio il ritorno degli Oblivion, già apprezzatissimi a Sondrio, con Othello, la H è muta, ad aprire il sipario della stagione il 25 ottobre, con uno spettacolo irriverente e beffardo che prende lo spunto dal duplice bicentenario verdiano-wagneriano per dare vita a un percorso musicale scoppiettante e certamente alternativo.
Saverio Marconi raccoglierà, invece, il testimone da Alain Delon e Donald Sutherland il 27 novembre per indossare le vesti letterarie del Premio Nobel (e grande misantropo) Abel Znorko, eremita in una landa norvegese e vittima dell’amore e delle Variazioni enigmatiche di Schmitt, che, come l’omonima composizione musicale di Elgar, non ammettono soluzioni certe, definitive, razionali.
Un cast d’eccezione, con Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli e Sergio Muniz sarà in scena il 3 dicembre con Tres, del madrileno Juan Carlos Rubio. Ovvero tre donne sul crinale dei fatidici quaranta (quattro, con la regista Chiara Noschese) e un bello (Muniz), reclutato per dare un figlio a tutte e tre. Contemporaneamente. Ma…
L’anno riprende il 20 gennaio con un classico della letteratura che non smette mai di generare senso e interpretazioni. Alice Underground, nella produzione Elfo Puccini, diventa un cartoon teatrale che si concentra sul tenore anticonformista e alternativo del testo di Lewis Carrol e schiaccia l’acceleratore con le musiche dei Rolling Stones e dei Pink Floyd, in un circo psicadelico di 26 personaggi punteggiato di invenzioni sceniche.
L’usuale appuntamento del Giorno della Memoria vedrà sul palco, il 27 gennaio, Una cena Armena, dal libro autobiografico di Sonya Orfalian. Pièce dolorosa e divertente al tempo stesso, che appunta lo sguardo sul genocidio dimenticato, e storia di due generazioni che rinnovano l’impegno del ricordo.
Grande seduttore, insolente, adultero, baro, ipocrita, libertino perverso, ateo amorale…quanti volti ha il Don Giovanni di Molière, prototipo del più famoso Don Giovanni che lo seguirà, quello di Mozart? Tra farsa e tragedia il 18 febbraio andrà in scena una “commedia atipica”, che nel Seicento mise in luce il vuoto spirituale della Corte di Francia e oggi risulta sempre capace di parlarci della nostra società.
Uno Stefano Benni imprevedibile e inedito, nella parte di attore, oltre che di drammaturgo, saluterà invece il pubblico di SondrioTeatro il 28 febbraio con Il poeta e Mary, danzando e colloquiando con una creatura alata fantastica, in una riflessione su poesia e natura.
Non bastava il seduttore incarnato da Don Giovanni. La figura archetipale, altrettanto cinica e disincantata, torna il 21 marzo ne’ Le relazioni pericolose, dal notissimo romanzo epistolare di Choderlos De Laclos, nel quale la Marchesa di Merteuil e il Visconte di Valmont, perfidi burattinai, tesseranno una tela che finirà per distruggerli.
La stagione si chiude con una storia di potere, fede e libertà: quella che porta in scena Umberto Orsini il 29 aprile, con La leggenda del grande inquisitore, culmine del pensiero filosofico di Dostoijevskij, che vede ancora una volta il grande interprete alle prese con I fratelli Karamazov, ma dentro una scenografia spiazzante e con una messinscena del tutto inusuale.

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