Sabato 25 settembre 2021

La storia della Levissima, l’acqua dei monti di Valdisotto

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Da sempre Valdisotto è ricca di acqua che sgorga da ogni suo versante. Una volta mi raccontarono le difficoltà e le varianti nei progetti negli anni della costruzione della strada statale 38 in galleria. Durante gli scavi si trovavano sorgenti ovunque che rallentarono i lavori. Le sorgenti si trovano in abbondanza soprattutto dal versante est della Cima dei Piazzi, vetta più elevata del gruppo, che secondo la leggenda prende il nome da una ricca famiglia valtellinese che aveva la proprietà dei pascoli alle sue pendici. Prima dell’arrivo dei sistemi di misurazione moderni, vista dal versante nord, era talmente possente con il suo ghiacciaio che si pensava fosse un 4mila metri. Fin dai primi anni del ‘900 gli abitanti di Cepina capirono che l’acqua che sgorgava sotto la Piazzi aveva delle peculiarità, tanto che costruirono un acquedotto per portarla in centro al paese. Il proprietario dell’Hotel Cepina, dopo che medici e ospiti illustri ne decantarono la bontà, decise di farla analizzare, i risultati furono sorprendenti. Tra il 1929 ed il 1931 alcuni medici scrissero: “è tra le migliori acque d’Italia e dell’estero”, “non è semplicemente potabile, ha virtù terapeutiche”. In quegli anni il Vescovo di Como salì in Valtellina in visita, bevendo quest’acqua esclamò: “è ottima, leggera, Levissima”. Il prelato usò l’aggettivo latino “levis” che significa proprio leggero, da qui l’origine del nome. Il bacino di alimentazione dell’acqua Levissima è situato ad alta quota, sotto la Cima Piazzi. L’acqua che proviene dallo scioglimento dei ghiacciai perenni e delle nevi invernali si infiltra in profondità attraverso le fratture presenti nel basamento cristallino-siliceo. La sua tipica leggerezza è legata strettamente alla composizione mineralogica delle rocce che costituiscono il suo bacino sotterraneo. Durante il loro percorso sottoterra, le acque incontrano delle rocce impermeabili che ne sbarrano il deflusso e ne determinano la risalita. Oggi ci sono diverse fonti, ma la principale rimane quella storica a quota 1848 metri. Da semplice acqua usata dagli abitanti di questo piccolo borgo agli estremi del Parco Nazionale dello Stelvio, alla tavola di milioni di famiglie, questa è la storia che reso famosa la Cima Piazzi in Italia e nel Mondo, simbolo indiscusso raffigurato su ogni bottiglia di una delle acque più apprezzate, imbottigliata all’origine nel moderno stabilimento di Capitania, piccola frazione tra Cepina e Bormio, oggi parte del gruppo multinazionale svizzero Nestlé.
Marco Trezzi
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