Venerdì 25 giugno 2021

La storia della vera altezza del passo Gavia

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Una curiosità che in pochi conoscono e suscita perplessità nei più attenti che frequentano il Gavia. Arrivando al passo ancora oggi il cartello riporta la quota 2652 metri, in realtà in quel punto ci si trova a 2621 per l’esattezza. C’è chi grida “alla truffa” come se si volesse alzare il passo (che data la sua notevole altitudine non ne ha bisogno). Per correttezza va detto che la quota riportata non è esatta, o almeno non vale più ed ecco il perché.
Anche gli stambecchi sul passo Gavia aspettano l’apertura estiva

Esistono due cartine che sono state realizzate ad inizio ‘900, la prima è disegnata da Luigi Brasca su base rilievi ed indicazioni di Aldo Bonacossa nel 1914, su richiesta del Regno d’Italia per lo scoppio della guerra. Sono indicati i confini di Stato, quelli che oggi sono semplicemente confini regionali. La seconda invece è turistica ed è disegnata da Giuseppe Galli per il Cai Milano sempre prima della guerra. La strada carrozzabile all’epoca terminava a Santa Caterina da Bormio ed a Sant’Apollonia da Ponte di Legno, ma in realtà il collegamento esisteva già nel medioevo.
Il secondo passo asfaltato più alto d’Italia
Le mucche scendono il passo Gavia innevato in settembre

Salendo da Santa Caterina c’era una vecchia mulattiera che portava a Plaghera e poi un sentiero che seguiva un percorso diverso in alcuni punti rispetto alla strada odierna, almeno fino al Pian Bormino, ma al suo termine, invece di costeggiare il Lago Bianco ed arrivare al punto più basso possibile come la regola vorrebbe, si erano tenuti verso il Gavia per scendere in valle delle Messi più in alto, esattamente a 2652 metri di quota. Discesa per altro molto aspra e temibile quella in Valle delle Messi, arrivare in fondo al piano di Sant’Apollonia era molto arduo. I nostri alpini poi, una volta scoppiata la guerra, avevano necessità di portare materiali, viveri e soldati dall’Adamello all’Ortler/Cevedale rapidamente, ed ecco che con grande ingegno nasce l’odierna strada militare del Gavia. Loro però, una volta giunti nei pressi del valico, decisero per comodità e maggior semplicità, di sfruttare il punto più basso possibile per passare, ed ecco quindi che la nuova quota del Gavia scende a 2621 metri. Se vedete ancora cartelli con scritto 2652 non è una truffa vera e propria, è la storia del Gavia dei tempi che furono, quando per molti secoli il punto di scollinamento era diverso da quello odierno. Certo, a mio avviso andrebbe almeno spiegato in loco se non cambiato, perché ha sempre creato qualche polemica, 31 metri non sono pochi.
Marco Trezzi

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