Lunedì 18 ottobre 2021

La strada del car e il sentiero del contrabbando

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L’itinerario che propone Carlo Del Dot  è uno dei più panoramici e storici del monte Masuccio. Il tempo per percorrere “l’anello” Baruffini-Piazzo-ex Caserma di Finanza- Sasso del Gallo-Linea Cadorna-Cancelletti-Baruffini è di circa quattro ore. Il percorso con i relativi sentieri è ormai molto conosciuto, Il mio interesse è in particolare per la storia di questi sentieri.
Chiedo a Carlo, cultore di storie e  tradizioni di montagna di poter raccontare, cammin facendo, ciò che si rammenta dei luoghi e dei sentieri. Lasciamo l’auto appena sopra Baruffini, al bivio della strada Prà Campo- Piazzo. Imbocchiamo la strada di Piazzo, per poi risalire alla località Sasso del Gallo.

Racconta: “questa strada che porta il nome di “strada del car” (carro) è utilizzabile anche per i trattori. Rispetto al sentiero e alle mulattiere è più ampia e permette di passare con mezzi agricoli. La strada che porta a Prà Campo è detta di “arroccamento“, cioè è la strada che dal paese porta al punto massimo in altezza. Le altre deviazioni di Prà Fontana, Prà Baruzzo e Zarè sono deviazioni laterali di servizio esclusivo a questi alpeggi. Quattro o cinque anni fa venne l’idea di ripristinare un sentiero e dedicarne la memoria al periodo del contrabbando che, per Baruffini e Roncaiola, è stato di vitale importanza economica.
Questa idea è nata tra alcuni finanzieri e un noto personaggio di Baruffini. La preparazione del sentiero è ricaduta sul volontariato di pochi finanzieri, alcuni alpini, ma soprattutto del CAI che ne cura tuttora il mantenimento. I cartelli indicatori sono stati donati dalla Comunità Montana di Tirano. La Guardia di Finanza ha dato l’onore e il prestigio di poter mettere il nome e il suo stemma sui cartelli segnalatori.
Percorriamo la comoda “strada del  car”, superiamo l’incantevole borgo di Piazzo.

Carlo racconta “questa strada era necessaria ai tempi del fascismo, anteguerra e successivamente dopo la guerra, per poter andare nelle proprietà che i contadini avevano in territorio svizzero.
Per coloro che si recavano all’interno della Svizzera occorreva il passaporto, ma chi frequentava le zone di confine limitrofe, per esempio la zona della Valposchiavo, bastava la tessera di frontiera.
Per poter transitare con la tessera di frontiera  sulla linea di confine occorreva utilizzare o le strade regolari come quella che passa da Piattamala, oppure una strada come questa del “car”.
Era una strada autorizzata perché si accedeva alla caserma Sasso del Gallo che fungeva di controllo di confine.
Il comune di Tirano, per i contadini che abitavano a Roncaiola e a Baruffini, sulla tessera di frontiera poneva la dicitura “ed anche per il valico del Sasso del Gallo”. La stessa cosa valeva per coloro che abitavano nella parte opposta della montagna che sovrasta Madonna di Tirano e che porta verso Novaglia e Lughina ed erano autorizzati al passaggio di Monte Scala.
Tutto ciò era necessario per poter accedere ai fondi e alla proprietà di questi contadini italiani che avevano delle proprietà in territorio svizzero  documentate dagli atti catastali”.

All’inizio della “strada del car” troviamo una lapide che ricorda la morte di Irma Rinaldi alla quale è dedicato, con il finanziere Dario Cinus, giovane di 23 anni di Cagliari, il “sentiero del contrabbando-sentiero della memoria ”.
La “strada del car” è l’arteria principale che divide i sentieri che gravitano su Roncaiola e Baruffini e che divide nella parte bassa i sentieri su Roncaiola e nella parte alta quelli di Baruffini”. Proseguiamo agevolmente e senza fatica nella comoda “strada del car” che conduce alla ex caserma Sasso del Gallo. A circa metà strada troviamo una deviazione che porta, come obiettivo montano, a Schiazzera. Questa deviazione era una mulattiera militare, poiché univa la caserma Sasso del Gallo con quella di Prà Campo, più oltre quella di Schiazzera e proseguire verso la val Grosina .
Tuttora questo percorso è parte integrante del grande sentiero Italia. .
In poco più di un’ora giungiamo alla ex caserma Sasso del Gallo. Carlo racconta: “un tempo questa caserma era una stazione fiorente che fungeva sia da  tutela del territorio, sia per la lotta al contrabbando. La ex caserma Sasso del Gallo sorge su un punto strategico lungo la linea di confine italo-svizzera ed è stato operativa fino al 1987 ospitando cani anticontrabbando e numerose guardie di finanza.
Vediamo ancora scritto sopra la porta d’ingresso della ex caserma “Nec Recisa Recedit“ che significa neanche spezzata retrocede, motto che fu dato alla “Fiamme Gialle“ da Gabriele D’Annunzio, il poeta soldato.

Ora la ex caserma è stata abbandonata dalla guardia di finanza  perché non più utilizzata e antieconomica per il corpo”. Entriamo. Tutto è in rovina, calcinacci e vetri rotti abbondano nelle varie stanze. Carlo approfitta della breve sosta per tagliare sterpaglie cresciute  innanzi all’ingresso principale. Breve sosta, poi proseguiamo oltre la ex caserma.
Siamo al cippo n° 5. Il panorama è stupendo, sembra d’essere su una fusoliera d’aereo.

Carlo continua: “Questo è il cippo chiamato n° 5. Da un lato c’è incisa la “I“ di Italia dall’altra la “S” di Svizzera. Il cippo è stato messo a dimora nel 1874. La linea di confine  è dettata dalla linea incisa sulla testata del cippo. La linea non è rettilinea, ma piega a Sud  in direzione di Stazzona e a Nord  delinea il taglio del bosco che ci sovrasta.
Siamo in un territorio molto accidentato dove esistono fosse, buche e massi instabili. In questi ultimi anni la zona è stata chiusa al traffico veicolare e pedonale da parte del Comune di Tirano  per evitare pericoli maggiori.”
Abbandonata la comoda “strada del car”, la mia curiosità mi spinge a superare il confine svizzero, per raggiungere la località Palù.

E’ un gruppetto di case ben tenute, in territorio svizzero ma di proprietà baruffina  e sono comodamente raggiungibili in auto da Viano. Fino a pochi anni orsono la strada del Car, che qui termina, era utile per il trasporto del fieno di questo maggenghi fino a Baruffini.
Imbocchiamo un comodo sentiero sino a raggiungere di nuovo il confine italiano.
Il sentiero “ tradizionale “ del contrabbando incontra al confine il maggengo Papi per poi proseguire per la  località Balboè, Pozzat di  Murat,  linea Cadorna,  Cancelletti, Malgina e infine Baruffini.
Carlo racconta: “le bricolle“ da Brusio venivano trasportate a Viano e quindi a Palù con i normali mezzi di trasporto. Palù è in territorio svizzero, quindi i finanzieri italiani non potevano intervenire. Da Palù e dalle zone limitrofe gli “spalloni“ iniziavano il loro lavoro trasportando le “bricolle“ in territorio italiano utilizzando il sentiero che stiamo percorrendo.
Questo sentiero ora è molto frequentato. Molti turisti svizzeri e tedeschi lo conoscono e lo utilizzano per le loro escursioni. Da Brusio raggiungono Viano con un comodo “postale“ poi da Viano proseguono a piedi nella comoda strada sino a Palù per poi varcare il confine e imboccare il “ sentiero del contrabbando” sino a Baruffini o raggiungere Roncaiola con una deviazione a circa metà sentiero”.

Sui nostri passi incontriamo un gruppetto di escursionisti svizzeri provenienti da Viano. Raggiungeranno Roncaiola, per poi scendere a Tirano e con il trenino rosso del Bernina entrare di nuovo in Svizzera.
Il sentiero è molto ben tenuto. Carlo, ogni tanto estrae dalla saccoccia il “rampelìn“ e taglia i piccoli ramoscelli ad altezza d’uomo che possono dar fastidio nel passaggio. Io ne approfitto per guardarmi intorno nel bosco e in valle. Giungiamo  alla linea Cadorna dove si vedono ancora le trincee a scopo difensivo  scavate nel bosco durante la prima guerra mondiale. Il posto è stupendo e la valle appare sotto di noi nella sua  superba bellezza.

Giungiamo alla località Cancelletti, Carlo racconta: “ in questo luogo si incontravano le pattuglie della guardia di finanza  provenienti da Tirano, quelle della caserma di Sasso del Gallo, come pure quelle di Prà Campo, si scambiavano i visti sui fogli di servizio. Se fai silenzio ti sembrerà di sentire ancora , su questo sentiero, il respiro di molti giovani finanzieri che si alternavano in lunghi turni  di vigilanza, di giorno e di notte, tendendo l’orecchio, aguzzando la vista per scorgere qualche spallone che nel buio pesto transitava con la “bricolla“. Sentirai anche il respiro in gola, l’affanno per la fatica dei contrabbandieri che con in spalla la “bricolla” pensavano al sostentamento dei propri cari. Questi siti,  sono stati teatro di storie di finanzieri e contrabbandieri in un rapporto di contrapposizioni, ma anche di rispetto reciproco,  e sono luoghi  ormai di storia del territorio”

Giungiamo  molto agevolmente sopra  Baruffini dove abbiamo lasciato l’auto. Il nostro giro è durato circa quattro ore e, credetemi, personalmente ho vissuto momenti magici di ricordi e ho visto un superbo panorama della Valle.
Ezio Maifrè

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  1. Carlo Cavazzuti Rispondi

    Buon giorno, sto facendo ricerche in merito al contrabbando negli anni sessanta e settanta per la realizzazione, si psera a breve di un lungometraggio in merito.
    Avrei piacere, ove fosse possibile, avere un contatto diretto per poter realizzare sopralluoghi
    Non sarebbe sgradito poter anche effettuare interviste ad ex contrabbandieri.
    Per la controparte della Guardia di Finanaza ho già provveduto essendo io figlio di un membro del Corpo che prestò servizio in zona dal 1969.

    Vi ringraqzio anticipatamente per ogni sorta di collaborazione.

    Carlo Cavazzuti

  2. marco remotti Rispondi

    Bellissima passeggiata che mi fa riflettere oltre alla storia del contabbando. Come era il territorio e come la gente un secolo fa? Perché più sali e più trovi costruzioni? Quello che gli avi avevano costruito in tanto tempo si sta disfacendo in pochi anni…che ricordo ne resta? È così conveniente abbandonare la montagna? Siamo così sicuri di doverci svincolare da quello che era la simbiosi col territorio? Ovviamente da rileggere con gli occhi di oggi….visto da ignorante che non ha vissuto nulla di quello che erano i vecchi. Il contrabbando è stato sicuramente un mezzo per fuggire da tutto quello che si vede abbandonato…

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