Sabato 15 agosto 2020

La torta va ingrandita e non spartita: gli altri siamo noi

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Uno dei termini più scritti e letti oggi è il PIL, associato alla sua crescita o, purtroppo, diminuzione, legata al Covid.
Il prodotto interno lordo misura il valore aggregato di tutti i beni e i servizi prodotti in un territorio in un dato periodo temporale.
Si forma quindi grazie alla totalità delle persone. Siamo quindi tutti soci (consapevoli o meno) nella creazione della ricchezza comune.
Sembra una cosa elementare, ma non lo è sempre e, soprattutto, dovunque. Più si è piccoli e più le tessere del puzzle dovrebbero cercarsi e unirsi per non essere solo un mosaico da 100 pezzi che si scontra sul mercato con quello da mille o 10mila unità. Per poi lamentarsi che non si hanno risorse.
La differenze e peculiarità sono un valore aggiunto se sono inserite in un contesto macro, altrimenti restano campanilismi. Belli da discutere al bar o all’università della strada, ma inutili nel miglioramento della condizione economica e, soprattutto, culturale e sociale di un territorio.
Pisani e livornesi si scherzano da secoli, ma solo quello. Mica sono Guelfi e Ghibellini.
La cultura dell’elmetto in testa per difendere il proprio orticello o schieramento non ha ritorni, solo fallimenti. Se non la pensano come noi non sono nostri nemici, al massimo avversari. Se producono il nostro bene o servizio sono competitor, ma fanno parte della comunicazione degli stessi fuori dalle quattro mura in cui viviamo. Che lo si voglia o meno.
La torta si ingrandisce solo se ai consumatori si vendono positività e opportunità. Non gli interessano le guerre interne e fratricide.
Per crescere è però necessario innanzi tutto un traino. Quindi uomini forti e autorevoli nelle istituzioni, nell’imprenditoria e nella società. Che non inseguano il consenso nel breve periodo. Che spieghino le scelte basandosi sulla conoscenza e non sugli slogan. Che siano di esempio con il loro comportamento pubblico e privato. Che non millantino, promettano e assecondino idiozie solo perché arrivano dal sistema: il pensiero unico è un cancro.
Che non abbiano paura delle proprie idee e azioni e che siano disposti a pagarne il prezzo. Come altri prima di loro. E che prima di citare dovrebbero almeno leggere.
SF

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