Venerdì 25 giugno 2021

La Val di Lei, un paradiso alpino

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La parte più a sud del lago di Lei (1900 m) visto dal Pizzo d’Inferno (3036 m). Questa vallata è molto particolare, essendo l’unica valle italiana il cui bacino idrografico alimenta il fiume Reno, che sfocia nel Mare del Nord. Fu acquistata nel 1462 dal comune di Piuro, in Valchiavenna, come terreno di pascolo d’alta quota per gli animali. Nel 1955 Svizzera e Italia strinsero un accordo per lo sfruttamento delle acque che vi confluivano. Il comune di Piuro cedette alla confederazione elvetica una porzioni di territorio (sul quale costruirono lo sbarramento) e in cambio ottennero una porzione di uguale superficie più a nord. All’epoca non esistevano collegamenti stradali, la valle era molto lontana e scarsamente adatta alla costruzione di strade data la sua conformazione stretta e rocciosa, così vennero costruite due funivie (lunghe oltre 15 km ciascuna) che partivano da Campodolcino in valle Spluga, risalivano la val Rabbiosa fino al passo Angeloga e scendevano in val di Lei fino al punto di costruzione della diga, sono state poi demolite negli anni successivi. La diga (oggi quasi del tutto automatizzata) fu di progettazione e costruzione italiana, venne inaugurata nel 1961. Con un altezza di 141 metri e una lunghezza al coronamento di 690 riesce a contenere fino a 197 milioni di metri cubi d’acqua, con una lunghezza del lago di 7,7 km. Pochi anni dopo la società di Hinterrhein che la gestisce, riuscì a costruire una strada di accesso, scavando la famosa galleria lunga quasi 1 km che dalla val d’Avers porta direttamente alla diga. In ogni modo, oltre 2/3 delle acque che compongono il lago arrivano dai fiumi svizzeri delle valli vicine, che vengono ingegnosamente pompati al suo interno.  
Marco Trezzi
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