Lunedì 25 ottobre 2021

Le chiese valtellinesi da Villa di Tirano a Tresenda

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La Valtellina, terra ricca d’arte e di cultura ospita numerose chiese. Questa cosa mi ha colpito molto, poiché in epoche remote la nostra valle, essendo isolata, non era entrata in contatto con la religione cristiana. Solo quando i romani cominciarono ad interessarsi alla provincia di Sondrio, si diffuse il cristianesimo. Fino a quel momento, però, i valtellinesi avevano mantenuto delle tradizioni pagane. Successivamente, con l’arrivo dei Grigioni, in Valtellina si diffuse anche il protestantesimo, a causa del quale si aprirono numerosi conflitti interni tra cattolici e protestanti. Ho deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta di queste chiesette, disposte un po’ ovunque nella nostra bellissima valle, a partire dalla piccola località di Stazzona.
Chiesa S. Abbondio, Stazzona
Stazzona è una piccola località situata vicino a Bianzone e Villa di Tirano. Che mi ha colpito molto è la sua tranquillità. La sensazione che si prova passando per Stazzona è quella di trovarsi in un paese in cui il tempo si è fermato, rimanendo in disparte dalla modernità e dal progresso. La piccola piazza è deserta, e in tutto il quartiere regna la pace. E’ proprio in questo piccolo angolo di paradiso che si trova la chiesa di S.Abbondio, risalente al XVII secolo. Sopra il portone di ingresso posto sul lato destro della chiesa vi è un bellissimo affresco rappresentante la Madonna con il Bambino, in cui la Vergine Maria tiene un libro verde in mano, quello delle Sacre Scritture. A fianco della chiesetta, nella piazzetta si trova una cappella ove si possono scorgere degli affreschi, purtroppo consumati dal tempo. Oltre alla raffigurazione dei teschi, simbolo della morte, si nota un angelo dalle ali dorate, con la barba e piuttosto vecchio, il quale consegna un oggetto ad un uomo poggiante su un trono. Il colore dorato sullo sfondo ci permette di comprendere che si tratta di una visione celeste, non terrena.
Chiesa di S. Lorenzo, Villa di Tirano
La chiesa di S. Lorenzo, ricostruita nel XVII secolo, è forse una delle più spettacolari che io abbia mai visto dopo il Santuario della Madonna di Tirano. Recandomi all’interno, il silenzio era assoluto e le luci completamente spente. E’ stato il parroco, don Remigio, uomo simpatico e disponibile, che gentilmente mi ha lasciato visitare la chiesa. Folgorato dalla bellezza degli affreschi di Gavazzeni, di Ligari… mi sono messo a scrutare ogni dettaglio, analizzando per prima cosa la struttura e lo stile dell’edificio. Facilmente deducibile è lo stile barocco, caratterizzato dal susseguirsi di linee sinuose, da quadri trompe l’oeil e da bellissime decorazioni in stucco bianco e dorato. Per quanto concerne la pianta, essa è costituita da una sola navata con tre cappelle laterali. Distaccato dal presbiterio, come voluto dal Concilio Vaticano II- secondo il quale bisognava avvicinarsi maggiormente ai fedeli- vi è un bellissimo altare in marmo rosa, con magnifiche sfumature colorate. Dietro l’altare si trovano invece grandi candelabri e dei busti di quattro sacerdoti. Impressionante, però, è lo strabiliante affresco posto dietro l’altare, dove il Cristo, avvolto da una luce celestiale, compare dal paradiso. Sempre sopra l’altare vi è un crocifisso di cui però non si possono notare bene i dettagli del Cristo morente. Dalla parte opposta, all’inizio della navata centrale vi è un bellissimo organo e, posti sui lati, dei quadri rappresentanti la crocifissione di Gesù, mentre si dirige sul monte Sinai. La volta, decorata con dello stucco bianco, raffigura degli affreschi dei profeti Isaia, Zaccaria; San Sebastiano e varie immagini sacre. Non mancano iconografie rappresentanti il battesimo di Gesù, San Francesco d’Assisi con accanto il fiore di giglio, simbolo della purezza, e la consegna delle chiavi a San Pietro […]. Il pavimento, non più originale (rifatto recentemente, nel 1966 circa), è policromato con delle strisce di marmo rosso.
Chiesa di Tresenda
Molto più modesta rispetto alla Chiesa S. Lorenzo è quella di Tresenda, visibile anche dalla strada statale. L’interno, a pianta centrale, poiché vi è solo una navata centrale, è povero di decorazioni, ma, tuttavia, merita di essere osservata, soprattutto l’area presbiterale. L’altare in legno dorato è stato intarsiato e raffigura l’Ultima Cena, ma anche il presbiterio è bellissimo. Quest’ultimo è ornato con dei puttini, oltre che esserci alti candelabri. Nella lunetta sopra l’altare sorge un affresco rappresentante Cristo in una visione paradisiaca. Sempre nell’area presbiterale si possono notare degli affreschi in cui si vede Pietro che riceve le chiavi, mentre disposti lungo le pareti della chiesa si possono ammirare dei quadri rappresentanti il battesimo di Gesù e diverse iconografie sacre.
Alessandro Cantoni

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