Giovedì 21 ottobre 2021

Le considerazioni di Massimo Franzetti sulla DMO Valtellina

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Dopo l’intervento di Paolo Cioccarelli sul turismo valtellinese e gli errori da evitare riceviamo e pubblichiamo integralmente le considerazioni di Massimo Franzetti sulla DMO Valtellina, sigla che sta per  “Destination Management Organization”.
Da decenni da parte delle istituzioni pubbliche siamo assillati da tre parole chiave che, secondo loro, dovevano essere la panacea di tutti i mali del turismo: cabina di regia, concertazione, fare sistema.
Dal 1995 ad oggi queste parole di “proprietà pubblica” non hanno prodotto i risultati che ci si aspettava per il nostro turismo, anzi personalmente ritengo si siano accentuate le divisioni territoriali. La sensazione che trasmettiamo ai mercati è quella di una valle con molteplici opportunità turistiche, ma insufficientemente vocata al mantenimento del territorio e scarsamente attenta alle esigenze e aspettative del turista che in altre località trova risposte.
Alla DMO voglio far conoscere il libero pensiero di un imprenditore turistico che da oltre 30 anni opera nell’incoming per l’intera Valtellina.
-Non ascolti e non si confronti esclusivamente con i burocrati della politica e delle istituzioni, ma scenda di persona tra i turisti e con gli operatori che frequentano e operano nella nostra Valle e con umiltà senta cosa dicono e cosa chiedono.
-Ammiri come degli eroici imprenditori in ogni settore della nostra valle continuino ad operare con tanta passione, professionalità e risultati e ne tragga le sue considerazioni.
-Non si faccia più coinvolgere, come è stato finora, dalle logiche e dai programmi condivisi e proposti dalla politica al solo fine di sostenere enti pubblici sul territorio di appartenenza che portano solamente sovrapposizioni e divisioni.
-Non continui a credere che la promo-commercializzazione del prodotto turistico di valle debba essere affidata a dei tutor pubblici, e non necessariamente è obbligatorio la presenza nelle grandi vetrine istituzionali e nei grandi eventi.
-Non cerchi e non se ne faccia una ragione imprescindibile che il pubblico debba condividere con il privato strategie e programmi ma trovi con determinazione il giusto equilibrio di competenze e ruoli tra politica, enti pubblici, ma soprattutto grande attenzione e tanto rispetto per gli operatori privati.
-Se dalla DMO arriveranno dei segnali di cambiamento e di un rapido aggiornamento programmatico, sono sicuro che aggregazioni di privati le proporranno idee, progetti, programmi concreti e supportati economicamente.
Ritengo che gli attuali terminali turistici sul territorio (consorzi locali, comunità montane, assessorati al turismo, associazioni varie) siano arrivati al capolinea e quindi è inevitabile un nuovo riassetto con regole diverse.
Mi auguro per la Valtellina, per gli operatori, per gli imprenditori che questa volta si arrivi a risultati concreti, positivi e duraturi.
Massimo Franzetti

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