Lunedì 18 ottobre 2021

Le dighe della Valmalenco

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Realizzati tra il 1958 e il 1965 i bacini artificiali di Alpe Gera (2051 m) e Campo Moro (1996 m) rappresentano un’imponente, quanto interessante, opera d’ingegneria che contribui allo sviluppo occupazionale ed economico della Valmalenco.
Il bacino di Alpe Gera è una diga a gravità in calcestruzzo lunga 530 metri e alta 175, in cui vengono raccolte le acque provenienti dai ghiacciai di Fellaria, del Pizzo Scalino e dello Scerscen.
Il muro di contenimento è attraversato longitudinalmente da una rete di cunicoli e verticalmente da un ascensore che, percorrendolo per 140 metri, risulta essere tra i più alti d’Europa. L’invaso ha una capienza di 68 milioni di metri cubi di acqua che, con un salto di circa 135 metri, alimentano la centrale di Campo Moro, realizzata in una caverna artificiale collegata all’esterno da una galleria di 570 metri. La potenza sprigionata dall’impianto è di 35.000 KVa e la sua produzione di 33 milioni di KWh annui.
Il bacino di Campo Moro ha una capienza massima di 11 milioni di metri cubi d’acqua ed è costituito da due dighe a gravità, separate da uno sperone roccioso: una in calcestruzzo lunga 180 metri e alta 96 e una in blocchi di pietra lunga 150 alta 35.
Con un salto di circa 1000 metri, attraverso gallerie di derivazione e condotte forzate, le acque dell’invaso raggiungono la centrale di Lanzada, dove sei turbine producono 210.000 KWh.
Nei due laghi artificiali sono inoltre convogliate le acque dei torrenti Campagneda, Prabello e il bacino superiore della Val di Togno.
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