Domenica 01 agosto 2021

Le problematiche degli impianti sciistici in Alta Valtellina

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La Comunità Montana Alta Valtellina ha svolto da anni azioni politiche rivolte a sostegno delle infrastrutture sciistiche. L’esame sul territorio di competenza evidenzia società di gestione in gravissime difficoltà di ordi-ne finanziario e di redditività, ostacolate nella loro gestione ordinaria da una carenza di risorse e da uno stato di sofferenza di fronte, fra l’altro, all’impossibilità di ottenere ulteriori finanziamenti da settore bancario. Gli oneri fissi che si trovano ad affrontare, legati anche al mantenimento delle condizioni di sicu-rezza degli impianti, sono rilevanti e necessari per non arrestare il funzionamento dei servizi e bloccare tutte le attività. L’attuale congiuntura vede in difficoltà tutto il sistema degli impianti sciistici, tanto che gli enti pubblici di livello provinciale e regionale hanno intrapreso un percorso volto ad individuare misure di sostegno per il settore, al fine di scongiurare un concreto ed imminente rischio di interru-zione dei servizi di allestimento delle piste e di trasporto degli sciatori. Una simile prospettiva è dannosa non solo per le aziende interessate ma anche per tutto il sistema turistico e per i diversi comprensori, che non possono prescindere dal regolare funzionamento degli impianti sciistici che costituiscono una delle componenti fondamentali dell’offerta invernale ed estiva. E’ evidente che una crisi del settore degli impianti sciistici ricadrebbe anche sull’economia locale e sulla popolazione, con perdita di posti di lavoro, diretta in capo alla società che gestiscono le aree sciabili e indiretta sulle imprese del comparto ricettivo e dell’indotto. L’attuale assetto delle aree sciabili si trova da tempo ad affrontare l’ulteriore problematica dell’innevamento artificiale, determinata dallo sfavorevole trend climatico, con le irrinunciabili necessità di approvvigionamento idrico e di realizzazione di appositi impianti tecnologici.
INIZIATIVE ATTUATE
Su tali premesse, i programmi di governo dell’amministrazione comunitaria, in coerenza con lo statuto dell’ente che impegna la Comunità Montana a sostenere lo sviluppo socio-economico del comprensorio e ad ovviare alle condizioni di disagio connesse con la vita nell’ambiente montano, hanno condotto ad attuare le seguenti iniziative:  per l’anno 2014 si è intervenuti a sostegno dell’area di Santa Caterina, con un’azione con-notata oggettivamente dai caratteri dell’emergenza e dell’inderogabilità, supportando la società con un contributo finanziario che permettesse di completare le attività di manutenzione straordinaria e periodica degli impianti, senza la quale la stazione non si sarebbe aperta già dalla stagione invernale 2014/2015;

 per l’anno 2015 il supporto si è rivolto all’area del San Colombano che comprende le aree sciabili di Valdidentro e Valdisotto, poste sui diversi versanti della stessa montagna e colle-gate da piste che non sono ovviamente percorribili in caso di assenza di neve, con pregiu-dizio di entrambi i gestori. Il contributo della Comunità Montana è stato rivolto all’estensione dell’impianto di innevamento artificiale a quest’area in modo da avere perma-nente garanzia di copertura nevosa delle piste e di funzionamento delle stazioni;  sempre nell’anno 2015, la Comunità Montana è intervenuta a sostegno dell’investimento per la sostituzione dei sistemi di accesso agli impianti dell’area sciabile di Valdidentro, in modo da uniformarli a quelli delle altre stazioni dell’Alta Valtellina. Questa iniziativa era necessaria per permettere l’adozione e l’utilizzo di un’unica tessera per l’intero comprenso-rio, una soluzione ritenuta strategica per la commercializzazione del prodotto, da costruire su concetti più semplici e sulla possibilità di proporre al mercato un prodotto più ricco ed attraente, costituito dall’accesso con un unico skipass a tutte le piste dell’area;  nel contesto della programmazione e razionalizzazione degli investimenti di sviluppo delle infrastrutture sciistiche, la Comunità Montana ha inoltre finanziato e affidato la revisione del piano di coordinamento delle aree sciabili dell’Alta Valtellina, redatto nell’anno 2013, in vista dello svolgimento dei Mondiali di sci alpino 2005. L’attività di revisione del piano in-tende tracciare, in condivisione con gli operatori del settore, un percorso di sviluppo razio-nale e sostenibile per l’impiantistica e per la gestione delle risorse idriche disponibili per l’innevamento programmato.
LE PROSPETTIVE E LE POSSIBILI AZIONI
Le prospettive per l’economia turistica dell’Alta Valtellina, come si è visto, sono legate indissolu-bilmente al destino degli impianti di risalita ed impongono una programmazione di medio e lungo periodo, pur in un quadro normativo complesso e con la presenza di diverse amministrazioni pubbliche, con competenze differenziate, e di numerosi soggetti privati, soggetti ai vincoli in ma-teria di aiuti di stato. In questo contesto, oltre agli interventi urgenti di salvaguardia delle imprese, il settore pubblico dovrebbe e potrebbe attivarsi sulle seguenti direttrici:  coordinamento del prodotto turistico con il coinvolgimento degli operatori che offrono i di-versi servizi e con particolare riguardo al settore ricettivo, all’impiantistica sportiva, al settore termale, per proporre al mercato un’offerta che possa sostenere la concorrenza degli altri comprensori montani ma anche delle altre opportunità di vacanza e poter disporre del nu-mero di presenze sufficiente ad assicurare l’equilibrio economico anche delle imprese che ge-stiscono le aree sciabili;  coordinamento delle politiche di investimento degli enti pubblici per lo sviluppo e la raziona-lizzazione delle infrastrutture e dei servizi (trasporti, sport, cultura, spettacoli, divertimento) nel campo del turismo, con la logica di evitare duplicazioni, creare specializzazione e qualità, risparmiare risorse, garantire interventi duraturi;
 coinvolgimento del settore dell’agricoltura, ad esempio nel contesto del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), nella gestione del territorio che è componente essenziale del prodotto turistico. Le attività di spietramento e livellamento delle piste da sci, il pascolo e la coltiva-zione dei terreni, ad esempio, permettono di migliorare il paesaggio e la stabilità dei versanti ma anche di creare nuove aree a pascolo e ridurre gli spessori ed il fabbisogno di innevamen-to per rendere percorribili i tracciati agli sciatori, risparmiando così costi ed energia quando è necessario produrre neve artificiale;  sostegno alle iniziative di avvicinamento dei piccoli e delle famiglie alla pratica degli sport in-vernali per incrementare l’utenza presente e futura delle stazioni;  sostegno pubblico ai costi di gestione degli impianti sciistici e di preparazione delle piste, in considerazione della redditività del sistema turistico complessivo e del prelievo fiscale sullo stesso effettuato che non sarebbero tali in assenza dello sci;  nell’ambito dell’elaborazione ed approvazione del Piano di Bilancio Idrico Provinciale è ne-cessario inserire uno studio specifico sul tema legato all’impiego di acqua per l’innevamento artificiale. Il tema dell’innevamento artificiale assume assoluta priorità e rilevanza, anche per i costi che le imprese devono sostenere annualmente. Le principali esigenze sono legate a:  accumulo di una quantità di acqua sufficienti per produrre la neve nei ristretti periodi (di soli-to poche giornate) nei quali le temperature permettono di attivare gli impianti di innevamen-to. Occorre sottolineare che le località concorrenti dell’Alta Valtellina programmano l’innevamento artificiale in termini non di giorni ma di ore;  conseguente esigenza di realizzare bacini di accumulo dell’acqua che potrebbero essere fun-zionali anche al sistema di prevenzione e spegnimento degli incendi ed alla produzione di energia elettrica per ridurre i costi di gestione degli impianti e di produzione della neve, costi che non dovrebbero essere assunti a proprio carico dai gestori delle piste in quanto rivolti al beneficio generale. L’attività svolta dagli impianti di risalita è assimilabile al trasporto pubblico di persone che in altri contesti è sostenuto con risorse pubbliche. Per questo motivo è necessario individuare percorsi virtuosi e modalità per indirizzare finanziamenti del settore pubblico al trasporto sciatori, supe-rando i vincoli di legge, tenuto conto dell’importanza strategica di queste attività per il comparto economico e le ricadute sugli ambiti produttivi ed occupazionali. In prospettiva è inoltre indispensabile programmare ed attuare collegamenti sci ai piedi fra gli im-pianti delle diverse località, con il duplice obiettivo di ridurre il traffico di veicoli su gomma e l’inquinamento e di rafforzare l’offerta del comparto sciistico, sostenendo la concorrenza di loca-lità montane dove questi collegamenti sono già stati realizzati con il supporto determinante del settore pubblico.
I dati dimostrano che la crescita economica legata al prodotto invernale è avvenuta negli ultimi anni, grazie anche ad un’adeguata politica di costruzione e commercializzazione del prodotto turistico, proprio in quelle aree dove sono presenti sistemi di impiantistica integrati e collegati, men-tre l’Alta Valtellina soffre la perdita di quote di mercato poiché non è in grado di costruire un’offerta sci concorrenziale. La difficile congiuntura che interessa il settore dello sci nell’area dell’Alta Valtellina, aggravata ed attualizzata nell’inverno corrente dove l’andamento climatico è stato particolarmente sfavorevole, può avere solo pochi sbocchi: un impegno concreto e coordinato del sistema degli enti pubblici, rivolto non solo agli aiuti finanziari ma anche alla programmazione ed al coordinamento dei diversi attori interessati, può costruire un percorso virtuoso, risolvere gli annosi problemi patrimoniali ed operativi delle società che gestiscono gli impianti di risalita, recuperare quote di mercato e l’equilibrio economico delle gestioni, favorire lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi, migliorare il prodotto e l’attrattività delle località, salvaguardare le imprese ed i livelli occupazionali; l’assenza del sostegno pubblico al settore degli impianti sciistici non potrà che aggravare il trend recessivo che ha caratterizzato gli ultimi anni, ponendo l’Alta Valtellina di fronte ad una prospettiva di impoverimento che coinvolgerà progressivamente tutto il sistema turistico e la popolazione del comprensorio.
Fonte: Presidente Comunità Montana Alta Valtellina Raffaele Cola

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