Lunedì 25 ottobre 2021

Le sagre estive: risorsa, opportunità, danno o problema da risolvere?

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E’ di questi giorni la notizia che Confcommercio ha provveduto ad una stima della sagra e feste estive in Italia. Secondo i calcoli dell’associazione di categoria da giugno a settembre 2013 ci saranno oltre 20.000 sagre e feste per un giro d’affari di mezzo miliardo di euro.
Su questo dato si è innescata la polemica, non nuova per essere sinceri, che vede contrapposti i ristoratori e gli organizzatori delle sagre, principalmente Pro Loco e associazioni di promozione locale o di volontariato.
I primi generalmente accusano i mancati guadagni in periodi chiave della stagione a causa di questi eventi enogastronomici, che in nome della promozione del prodotto tipico, cadono quasi sempre nei fine settimana, oltre ad una serie di appunti che fanno agli organizzatori su questioni di normative igieniche, fiscali, amministrative e professionali.
Le Pro Loco o simili rispondono che è inutile lamentarsi se poi le località non offrono nulla ai turisti e che senza vita non c’è turismo.
Stiamo ovviamente generalizzando, perchè molti sono i temi sul tavolo, e sopratutto con i doverosi distinguo tra zone e tra situazioni in cui i ristoranti sono parte integrante degli eventi come feste e sagre, ma è indubbio che anche in Valtellina e Valchiavenna questo sia un tema dibattuto.
La provincia di Sondrio è territorialmente molto estesa, ma non densamente popolata e con una marea di piccole frazioni sparse ovunque ai piedi e sulle montagne e anche per questo, oltre all’indubbio campanilismo locale, che nel periodo estivo assistiamo da anni ad una forte concentrazione di sagre, spesso sovrapposte, con addirittura alcuni casi di territori comunali con più feste nelle frazioni dello stesso negli stessi giorni.

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