Domenica 17 ottobre 2021

Le ultime attività dell’Ecomuseo della Valmalenco

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Il “Centro di Documentazione della cultura malenca”, istituito presso l’Ecomuseo, si è arricchito di un fondo documentario di notevole interesse per la Valle, grazie alla generosa donazione effettuata da Daniele Spinelli, dirigente della Scuola Istituto Pio XII di Sondrio. Il prof. Spinelli ha infatti ceduto all’Ecomuseo tutto il materiale documentario, cartografico e fotografico, frutto degli studi e delle ricerche a suo tempo svolti per la tesi di laurea: “L’alpeggio in Valmalenco. Mutamenti sociali ed economici in una valle alpina dal secolo XIX ad oggi”, Università degli Studi di Milano, a.a. 1980-1981.
La collezione consta di un significativo corpus di documenti civili e catastali reperiti presso l’Archivio di Stato di Milano e la Biblioteca Nazionale Braidense, da una ricca bibliografia sulla Valmalenco in generale e sul tema degli alpeggi, di un interessante apparato cartografico concernente le ripartizioni colturali e i grafici di classamento per ciascun comune della Valle.
Pezzo forte della collezione è una piccola ma preziosa raccolta fotografica concernente lo stato degli alpeggi della valle sul finire degli anni Settanta del secolo scorso.
Febbraio è tempo di Carnevale e l’Ecomuseo ha dedicato una pagina del sito, nei Percorsi della Tradizione al Carnevale malenco. Si tratta di una primo tentativo di raccogliere testimonianze, racconti, detti, ricordi, su una delle tradizioni più popolari che anche in Valmalenco si è sempre festeggiata con usanze, credenze e ritualità la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione dei volontari dell’Ecomuseo che, con tanta pazienza e impegno, stanno raccogliendo le interviste agli anziani della nostra valle.
La pagina del Carnevale malenco è solo iniziata: chiunque volesse raccontare sul tema o avesse fotografie inerenti da prestare all’Ecomuseo per farne copia, può scrivere all’indirizzo mail info@ecomuseovalmalenco.it o telefonare al 339.2269257.
Piccola nota storica di quattro secoli fa: la Valmalenco dispensa e Sicilia di Sondrio! Così lo storico Giovanni Tuana descrive la Valle che ben conosceva avendola percorsa palmo a palmo in qualità di curato tra il 1614 e il 1619:
“La Valle di Malenco pare a prima faccia tutta horrida et affatto inhabitabile, non offerendosi altro alla vista de riguardanti se non rupi pendenti et pelate et vedrette, tuttavia è tanto fertile et abbondante di grassine [latticini] et altre cose utili al vivere humano, che ogni giorno si porta fuori robba più che per cento scudi, perché ha molte miniere di pietre di lavezzo, quali servono a molte città d’Italia, di piode, quali servono a molte terre del paese, et di calcina. Si portano fuori legname d’ogni sorte per fabriche, per impalar le vigne, oltre gran copie di vaselli di legno. Ha monti ampissimi, nelli quali stanno l’estate molte milliara de capi d’armenti et bestiame minuto: si può chiamar questa valle la dispensa et Cicilia di Sondrio”.
(Giovanni Tuana, De rebus Vallistellinae)

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