Martedì 26 ottobre 2021

Liberi, ma indagati, i due ex volontari CRI: ammesso le colpe e trovato lavoro

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Revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari, ma restano indagati e, ovviamente, incensurati, per i due giovani ex volontari della Croce Rossa di Sondrio.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia i due ventenni, accusati di peculato, hanno ammesso le loro colpe, motivandole con del rancore verso la CRI che non li voleva assumere. Non solo, il risentimento verso l’associazione per la quale prestavano attività di volontariato, era dovuto anche al fatto che, a loro dire, non li avrebbero forniti di adeguate protezioni contro il Covid-19.
Ricordiamo che l’accusa è di avere utilizzato in maniera impropria, a scopi privati, beni e mezzi dell’associazione di cui avevano la disponibilità. L’inchiesta giudiziaria è nata dalla segnalazione della presidente della CRI, in quanto erano emerse alcune anomalie.
I due giovani malenchi sono tornati in libertà per due motivi. L’impossibilità di reiterare il reato, non avendo più rapporti con la Croce Rossa, e una lettera di assunzione (a tempo indeterminato) dal 16 aprile di un’azienda che si occuperebbe di soccorso. Incarico che non si sarebbe potuto perfezionare con i lavoratori agli arresti presso le loro abitazioni.
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