Sabato 18 settembre 2021

L’invenzione della rete mobile 1G, l’antenata del 5G

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Se oggi comunichiamo, mandiamo messaggi, usiamo internet e facciamo altre operazioni sui nostri smartphone è grazie ai giapponesi. Anche in Italia si stanno accendendo le prime antenne per la trasmissione del segnale 5G, una vera rivoluzione in termine di prestazioni della rete mobile, raggiungeremo velocità e tempi di latenza veramente impressionanti. Anche TIM sta sviluppando la prima rete di internet satellitare domestico senza limiti, che avrà costi pari alla normale rete cablata. Presto il Belpaese, che purtroppo ha ancora diverse località non raggiunte da internet, non avrà più aree non coperte da segnale telefonico. Tornando all”affermazione iniziale però dobbiamo tornare al 1979. In tutto il mondo usavamo ancora i telefoni fissi cablati, ma in tutta Tokyo si poteva comunicare già con telefoni senza fili. L’invenzione della rete mobile 1G si deve alla NTT (Nippon Telegraph and Telephone), nata nel 1952 direttamente dalla stato centrale del Sol Levante. Oggi è la prima società di telecomunicazioni giapponese per fatturato, la quarta a livello mondiale, nonché una delle più quotate in borsa. L’azienda fin da subito svolse una grande attività di ricerca scientifica e sviluppo, tanto da essere la pioniera nello sviluppo di microonde, di fibre ottiche e di semiconduttori. Fu la stessa società a coprire tutta la capitale giapponese già alla fine degli anni ‘70. Nel 1982 tutto il Giappone comunicava già con telefoni mobili mentre gli altri stavano a guardare. La rete 1G era solo analogica, non poteva trasmettere nulla se non il parlato, aveva anche il limite che su ogni banda di frequenza poteva comunicare un solo utente alla volta, ma è anche vero che in quegli anni comunque gli apparecchi telefonici senza fili e le telefonate costavano parecchio, erano linee destinate principalmente ai ricchi. Dopo il 1982 iniziarono a muoversi anche le altre nazioni, in primis gli Stati Uniti, che dal 1985 portarono la tecnologia giapponese al servizio dei cittadini. Pensare che un’isola dispersa in mezzo all’estremo del Pacifico ha insegnato più cose al Mondo di quante ne abbiamo insegnate altri stati tutti assieme (vale anche per la nostra Italia su molti altri aspetti), un popolo che uscì dalla guerra devastato come pochi altri, che nel giro di qualche decennio è diventato una potenza mondiale. Nonostante abbia per certi versi un modo di fare e pensare da analisi psichiatrica, dobbiamo certamente ringraziare queste persone per il grande contributo dato allo sviluppo dell’umanità.
Marco Trezzi
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