Sabato 18 settembre 2021

Lo splendore del passo Gavia in pieno inverno

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Il Gavia è un posto speciale, come tutta la Valfurva del resto.


La scorsa estate c’è stato molto impegno per installare la nuova webcam che, in teoria, doveva garantire il suo funzionamento anche in inverno grazie ai nuovi pannelli solari ed alle batterie. Dai primi giorni di Novembre tutto si è fermato improvvisamente, nessun segno di vita. La cosa mi scocciava parecchio e quindi l’altro giorno chiamo il buon Chicco e gli chiedo se posso provare a fare qualcosa. Detto fatto mi da le chiavi e qualche istruzione per riattivare il sistema, insieme a me anche il figlio Manuel vuole unirsi “alla ricerca della corrente perduta” al Gavia. Per non sbagliare porto dietro corda ed imbrago, ho deciso che in caso i pannelli fossero coperti da neve sarei salito sul tetto per cercare di liberarli.

Sci ai piedi ci mettiamo in marcia e percorriamo gli oltre 10 km e soli 600 metri di dislivello dal punto di chiusura invernale di Plaghera di Valfurva. Per prima cosa appena arrivati verifichiamo dal basso che i nuovi pannelli siano liberi da neve, essendo liberi passiamo alla fase successiva, pala alla mano per liberare le porte dalla neve ed entriamo in rifugio e poi nella ex casa parrocchiale dove si trova tutto il sistema che governa le webcam. Frontali accese andiamo nel salone dove si trova il quadro elettrico e notiamo che la centralina di controllo dei pannelli solari è l’unica cosa che era attiva, segnava correttamente 24 Volt e led verde sull’energia solare in ingresso, mentre l’inverter ed il suo pannello di comando completamente spenti. Proviamo a riavviare il sistema, tutto si accende e una freccia in su ci fa pensare che le batterie fossero in ricarica, il monitor segna ancora 7% di autonomia. Salgo in cima nel sottotetto e vedo che il router collegato al satellite si sta riavviando, iniziavo già a cantare vittoria quando improvvisamente si spegne, torniamo giù e tutto è morto come prima. Torno su, esco dalle piccole finestre sul tetto da entrambi i lati per cercare di capire se fosse un guasto ai pannelli ma i cavi sono collegati e la superficie libera. Proviamo in ogni modo a cercare una soluzione, nei pochi minuti in cui l’inverter rimaneva attivo cercavamo di capire dal monitor dove stesse il problema. Lui ha una batteria tampone ed infatti data ed ora erano perfette, dal menù entriamo nello storico degli errori e già ai primi di Novembre troviamo il messaggio “lowbattmod1” o “lowbattmod2”, oggi invece c’erano messaggi diversi nei pochi minuti in cui si accendeva, incomprensibili per uno non tecnico. Entrambi i moduli batterie sembra che si scarichino senza che i pannelli riescano a ricaricare, l’inverter rimane acceso pochi minuti ma poi si spegne in automatico nonostante quei 7% di carica rimasti, come se non sentendo l’energia proveniente dai pannelli andasse in stand-by per risparmiare energia. Eppure dai pannelli la corrente arriva fino alla centrale, c’è qualcosa che non va nel percorso dalla centrale alle batterie ed all’inverter. Tentiamo in ogni modo di capire l’errore fino a congelarci, tra freddo ed umido è una ghiacciaia la vecchia casa parrocchiale costruita negli anni ’50, stimo che ci fossero almeno -8° all’interno, ma non essendo elettricisti non ci siamo riusciti. Chiudiamo bene le porte e torniamo indietro facendo scivolare gli sci su quella strada con scarsa pendenza fino alla macchina, qui si va bene solo in bici, con gli sci meglio lasciar perdere, non si fa una curva che una.
Marco Trezzi

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  1. Eliseo Di Vito Rispondi

    Bellissima impresa!
    La prossima volta meglio portarsi un BOOSTER😊

  2. Damiano Cremonesi Rispondi

    Ciao se le batterie sono al litio non vanno mai ricaricate sotto gli 0 gradi altrimenti si guastano, se i locali sono gelidi meglio le care vecchie agm che comunque non avranno vita facile. Purtroppo gelo e batterie non vanno molto d’accordo ma se i pannelli producono le agm dovrebbero reggere. Spero di essere stato utile

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