Mercoledì 27 ottobre 2021

Madesimo ieri, oggi e domani per Francesco Comotti

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Francesco Comotti, 50 anni, triestino, direttore del Consorzio Turistico di Madesimo da febbraio 2012, con alle spalle importanti esperienze manageriali a Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, San Martino di Castrozza, Sappada, Saint Vincent, Costa Azzurra, Sanremo, Aspen, Brindisi. Titolare della società Evolution Tourist Marketing di Trieste, annovera tra i suoi clienti Porsche Italia, Ferrari Svizzera, Google. Alle spalle studi di economia e commercio ad indirizzo turistico. I suoi hobby sono l’automobilismo e le penne stilografiche.
Si definisca in cinque parole
Mulo triestino e rigore austroungarico.
Conosceva Madesimo e la Valtellina prima dell’incarico al Consorzio?
Madesimo solo di fama, la Valtellina l’ho conosciuta in occasione di una visita nel 2005 per i Mondiali di sci di Bormio
Come la percepiva?
Sicuramente con poca caratterizzazione, mi colpì la zona industriale del fondo valle in Valtellina. Mi fece riflettere e pensare a quando doveva essere difficile promuovervi il turismo.
Oggi cosa ne pensa?
I capannoni nel fondo valle sono rimasti, concentriamoci sul resto.
Passiamo a Madesimo, pregi e difetti?
Era sparita dal panorama turistico nazionale e internazionale, riportarcela è la sfida. Creare una stazione turistica necessita di un lavoro di lungo periodo, per distruggerla basta un attimo.
Per i pregi sicuramente Madesimo è un prodotto boutique, e grazie alle sue piccole dimensioni si può intervenire con maggiore facilità sulla qualità del prodotto. Ho riscontrato in questi mesi che a volte riusciamo a far percepire al turista più di quello che si aspettavano. Non da ultimo a Madesimo si mangia in modo divino, grazie alla presenza di ristoranti eccezionali.
Se potesse cambiare qualcosa di Madesimo con un click?
Sicuramente le seconde case, che sono troppe, non c’è equilibrio nel bilanciamento con le attività ricettive.
Qual è secondo Lei il vantaggio competitivo di Madesimo?
È facilmente accessibile dagli aeroporti, l’altezza di 1.550 metri garantisce neve per lunghi periodi, un dominio sciabile dai 2.000 metri ai 3.000 metri di livello assoluto.
Ritiene utili i grandi eventi per la promozione turistica?
Solo se fuori stagione, mai la Coppa del Mondo di sci a Natale per intenderci. In altri periodi servono sicuramente per fare comunicazione e attirare la clientela nel momento giusto.
Su cosa puntate per la futura offerta turistica di Madesimo?
Internazionalizzazione dell’offerta, crescita del prodotto, adeguato agli standard richiesti. In particolare sull’offerta estiva legata al mondo bike in tutte le sue espressioni, sia MTB che pedalato.
Qual è la difficoltà maggiore che ha incontrato finora a Madesimo?
Le cattive abitudini ereditate dal passato, ma mi riempie di speranza il fatto che il territorio le voglia cambiare.
Vede il suo futuro professionale legato a Madesimo anche in futuro?
Se ci saranno le condizioni sia dal punto di vista professionale che di crescita della località direi di sì, ma non dipende solo da me ovviamente.
Cosa ne pensa del progetto Valtellina Turismo Mobile?
Abbiamo bisogno di innovazione sia concettuale che tecnologica, strumenti che raggiungano i potenziali clienti al momento in cui hanno bisogno in modo preciso e puntuale. Non solo Madesimo, tutta la provincia di Sondrio ha bisogno di iniziative come Valtellina Turismo Mobile, a maggior ragione quando sono proposte da privati, soprattutto in questo periodo di crisi di risorse, con l’efficienza degli imprenditori nel gestirle, divulgarle e svilupparle.
Cosa trova a Madesimo il turista che ci arriva per la prima volta?

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