Giovedì 23 settembre 2021

Il futuro della montagna lombarda secondo Annibale Salsa

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Il futuro della montagna lombarda dipenderà dalla qualità delle politiche messe in atto per contrastare lo spopolamento e tutelare il paesaggio. Domenica sera, nella conferenza in programma nell’ambito del “Premio Madesimo”, lo ha spiegato l’antropologo Annibale Salsa che ha ricevuto dal direttore del Consorzio Turistico Francesco Comotti il calice in pietra ollare, simbolo della manifestazione. Ex docente di Antropologia filosofica e Antropologia culturale all’Università di Genova, Salsa ha condotto studi e ricerche su tematiche relative alla genesi ed alla trasformazione delle identità delle popolazioni delle Alpi. Ha ricoperto, dal 2004 al 2010, la carica di presidente generale del Club Alpino Italiano e ha presieduto il Gruppo di lavoro “Popolazione & Cultura” della Convenzione alpina. Sulla base di un’analisi incentrata su elementi storici e antropologici, ha illustrato i passaggi che hanno portato alla situazione attuale. «Dal 1996 si è invertita la tendenza di spopolamento: non credo alle statistiche, ma c’è stato uno stop di questa tendenza. È la vera sfida da vincere. Mai come oggi, la montagna ha fatto registrare condizioni favorevoli a un ritorno in quota. Gli studiosi sono tutti d’accordo e ora la politica deve affrontare il tema del paesaggio, costituito dall’ambiente naturale e umano . È inutile dire di essere amici della montagna se poi non si fa niente per presidiare il territorio». Purtroppo, secondo Salsa, non arrivano risposte adeguate. «In una Regione mista come la Lombardia, la montagna sarà sempre periferia, territorio marginale. Non si può competere con la pianura in termini di quantità, è necessario puntare sulla qualità». Secondo Salsa c’è un turismo alternativo e di qualità che può beneficiare di questa attenzione alla montagna, di questa sinergia fra i diversi elementi del paesaggio. «In Svizzera sotto alle finestre degli alberghi a cinque stelle mandano le vacche, per conferire originalità alle location turistiche. Si tratta di segnali da cogliere. Non basta più la monocoltura della neve per fare turismo». Tutti temi interessanti sia per i turisti, che hanno chiesto a Salsa di approfondire alcuni aspetti, sia per la classe dirigente locale.

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