Giovedì 24 giugno 2021

Marco Confortola, dedicato a chi dice di non riuscire

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Devo fare delle foto per un magazine all’alpinista Marco Confortola, tutti o quasi sanno chi sia. Quello senza le dita dei piedi? Si si proprio lui. Per chi non lo sapesse, durante un’ascensione sul K2, se non erro nel 2008, dopo aver raggiunto la vetta rimane intrappolato con altri alpinisti, si consuma una tragedia ed a lui, causa congelamento, gli vengono amputate le dita dei piedi.
Non si dà per vinto, non si piange addosso e nonostante il suo handicap, torna in vetta al mondo.
Marco è un personaggio allegro, vitale, con una stretta di mano sincera, dura e rude, quella del montanaro, ride, scherza, si leva dieci anni di dosso (con quello che fa se ne potrebbe levare venti che tutti ci crederebbero), sempre pronto alla battuta, come quando mi fa vedere gli scarponi appositamente costruiti per lui e mi dice “vedi? Queste sono le scarpe degli handicappati”. Tecnologia pura che, al confronto, gli anfibi che ho ai piedi sembrano scarpe ortopediche.
Andiamo io e lui a fare degli scatti in un vigneto, ad un certo punto si leva le scarpe. Con tranquillità, mi fa vedere le amputazioni, mi spiega, guarda i suoi piedi e mi dice che li carteggia con la carta vetrata visti i duri calli, li osserva, ad un certo punto con orgoglio, perché grazie a quei piedi in lui sono morte le parole. Parliamo di quelle persone che si abbattono davanti agli ostacoli, gli parlo dei ragazzi e delle ragazze che allenavo un tempo e che, a volte, mi dicevano di non riuscire e io mi arrabbiavo sempre visto che se si vuole, si può. Ma come non riesco? Non esiste! Se vuoi puoi fare tutto e devi provarci, sempre, se lui è tornato sugli ottomila si può! Nella vita si può! Non c’è sesso ed età che tengano, si può sempre.
Ecco la vita, una cosa che traspare da Marco, trasuda vita quest’uomo, uno che la vita l’ha vista scivolare via, si vede nei suoi occhi l’amore che ha per la vita, per le persone. non per le cose. Infatti Marco, pur essendo un alpinista di fama mondiale, non vive, purtroppo delle sue imprese. Non è un calciatore, fa la guida alpina e fa parte del soccorso alpino, sugli elicotteri. In lui c’è il vero benessere, quello di “essere”, di stare con la donna che ama. Di questo me ne accorgo dal suo tono di voce e dal suo viso quando le fa una telefonata, il benessere di stare in mezzo alla gente felice e sorridente. Vivo! Essere! Non avere! E lui è una gran bella persona, un esempio da seguire, con i suoi bellissimi, stupendi, piedi. Marco l’uomo dai piedi corti.
Grazie Marco delle emozioni. Alla prossima foto.
Alaios Borinelli

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