Mercoledì 27 gennaio 2021

Marzia Fioroni: “cicloturismo sfida del futuro turistico valtellinese”

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Marzia FioroniProsegue il nostro approfondimento sul mondo “bike” e sugli scenari che attendono al varco gli operatori locali con riferimento all’espansione in atto di questo mercato e alle mutate esigenze del turista.
Oggi abbiamo intervistato Marzia Fioroni, esperta locale del settore, al fine di entrare nel dettaglio, anche tecnico, dell’argomento, anche come base di spunto per futuri ragionamenti.
Marzia è nata e vive a Sondrio, dove si occupa di ambiente e turismo come consulente (alp-en.it e nosepress.it). Appassionata di bicicletta e viaggi, si occupa da una decina di anni di progetti di sviluppo e comunicazione legati al cicloturismo e collabora con MTB-mag.com come fotoreporter per gli articoli di viaggio.
Quali sono le tendenze del momento e dove sta andando il mondo mtb – bike con riferimento al turismo?
Il cicloturismo è un fenomeno in crescita in tutte le sue forme, con un rilevante giro d’affari (le stime dicono che nel 2012 il suo impatto economico in Europa sia stato di circa 44 miliardi di euro!). La mountain-bike è una fetta interessante di questo mercato, e di certo ben si adatta ad un territorio montuoso come quello valtellinese. In questo settore, parlando di tendenze, siamo nel pieno boom dell’Enduro, una disciplina che prevede salite pedalate e discese anche impegnative su sentiero, ma anche dell’e-bike, ossia delle bici a pedalata assistita che permettono ad un pubblico sempre più vasto di muoversi e divertirsi sulle due ruote. In termini più generali si può dire che, mentre le aziende stanno proponendo attrezzature estremamente performanti, le destinazioni turistiche si stanno organizzando con proposte ed itinerari ad hoc, servizi di accoglienza adeguati, eventi a tema e comunicazioni mirate.

Siamo pronti in Valtellina e Valchiavenna per questa nuova ed importante opportunità?
Direi che è ormai diffusissima anche alla scala locale la consapevolezza che cicloturismo e mountain-bike debbano costituire parte importante dell’offerta. Se fino a pochi anni fa erano ancora molti gli scettici, oggi le cose sembrano esser cambiate. Ad ogni modo, credo che per riuscire a proporsi con successo ci sia ancora molto su cui lavorare.
Cosa manca e cosa invece è stato fatto che funziona in questo senso in provincia?
Da un lato ci sono eccellenze, come Livigno, che oggi è una destinazione MTB di livello internazionale che sa investire per rinnovarsi e crescere, dall’altro la maggior parte delle altre località, che sono ancora agli stadi iniziali. Penso sia molto importante che ci si muova da subito con cognizione di causa, perchè investimenti mal calibrati finiscono per disperdere risorse e non portano i risultati attesi, creando delusione fra gli operatori, con il rischio che si getti la spugna ancora prima di provarci realmente. Certo è che nell’ampio panorama di offerte ormai sul mercato, per emergere o ritagliarsi una fetta, ci vogliono competenza e consapevolezza: oggi più che mai è importante sapere come agire e dove si vuole andare, conoscere il mercato e capire dove collocarsi, comunicando poi in modo coerente le scelte. Improvvisare non è più possibile se si vuole stare al passo coi tempi ed ottenere risultati.

Dove dobbiamo investire?
Innanzitutto sulla sentieristica: una buona rete di percorsi, manutenuti e adeguatamente segnalati, è assolutamente essenziale per proporsi sul mercato. In provincia abbiamo un’infinità di tracciati abbandonati, o quasi per nulla gestiti, che costituiscono un patrimonio vastissimo su cui puntare. Oltre al valore storico-culturale che rivestono, i sentieri sono indubbiamente la base dell’offerta. Troppo spesso le amministrazioni locali non riescono a percepirne l’importanza, quando non li cancellano a suon di escavatori per realizzare nuove (e a volte inutili) strade. In questi anni c’è stato chi ha giustificato come “pro bike” interventi di questo tipo, dimostrando di essere davvero.. fuori strada!
Oltre a ciò, vanno indubbiamente migliorati i servizi. Il trasporto pubblico, ad esempio, non soddisfa ancora le esigenze dei cicloturisti: sembra assurdo ma non è garantita la possibilità di caricare una bicicletta su di un bus o su di un treno.
Per quanto riguarda le strutture ricettive, molte si sono già lanciate sul mercato bike: con investimenti abbastanza limitati si può soddisfare le esigenze dei clienti su due ruote, contribuendo al buon funzionamento del sistema.
Bisogna perfezionare anche le comunicazioni, perchè spesso sono utilizzati termini e linguaggi impropri e fuorvianti per il mercato; in tal senso ribadisco l’importanza della formazione degli addetti ai lavori, tanto del settore pubblico quanto di quello privato. E’ inutile fare investimenti se poi si sbaglia il target a cui proporli!

Sono consapevoli operatori turistici ed addetti ai lavori dell’esigenza che nasce da questo nuovo turismo?
Ci sono sicuramente operatori attenti, che hanno capito esattamente come muoversi e che stanno facendo molto per la crescita del movimento bike in Valtellina e Valchiavenna. Cito, a titolo di esempio, il caso della Valmalenco e di Bike Bernina di cui avete recentemente parlato anche su VTM, dove un gruppo di imprenditori locali si è messo in gioco e sta lavorando bene, nonostante le difficoltà che ha dovuto e dovrà ancora affrontare per sviluppare bene il progetto. Ma i buoni esempi sono diffusi anche altrove, da Livigno sino a Madesimo.
Per quanto riguarda le amministrazioni, in molti casi si dovrebbe fare di più e meglio per stare al passo coi tempi. Come dicevo, è importante essere preparati e ben consapevoli delle proprie azioni: con risorse sempre più scarse da investire non ci si può permettere di agire con leggerezza e superficialità.
Pregi e difetti del turismo valtellinese
Credo che sia tempo ed ora di acquisire consapevolezza di ciò che questo territorio offre e di ciò che noi valtellinesi siamo, per proporci finalmente al mercato in modo credibile e con un carattere identitario. Ho la percezione che, in tal senso, siamo più portati ad imitare modelli altrui che a trovare una nostra propria via. Bisognerebbe quindi riscoprire i nostri punti di forza e superare i localismi che sicuramente ci penalizzano. Per far ciò è indispensabile che chi si occupa di turismo conosca bene il territorio e il suo valore, per non dimenticare che le esperienze autentiche che il turista d’oggi ricerca sono assolutamente a portata di mano… Penso ad esempio alle splendide vallate orobiche, ancora così poco valorizzate, ma che molto possono offrire a chi apprezza natura, paesaggi, attività outdoor a basso impatto (ma anche prodotti tipici di eccellenza). Un errore comune è quello di non proporsi al bacino potenzialmente più interessato alle nostre peculiarità, ossia quello del nord Europa, restando invece ancorati ad un turismo di prossimità, che poco lascia al territorio in termini economici ed ambientali, poichè penalizza con il traffico sulle strade e le seconde case. Un buon posto dove vivere è sicuramente anche un buon posto dove fare vacanza! E a questo dovremmo tutti pensare seriamente…
Infine, direi che è ora di lasciare il giusto spazio ai giovani: questa valle è stata a lungo legata ad idee di sviluppo e modelli turistici ormai superati. A mio avviso c’è bisogno di nuova linfa vitale e professionalità. I ragazzi di oggi sono abituati a viaggiare, sono spesso ben preparati e motivati. Credo che senza di loro non sia possibile un vero rinnovamento, ma purtroppo la maggioranza delle “stanze dei bottoni” sono per loro ancora off limits.
Per questo considero Valtellina Turismo Mobile un ottimo spazio per parlare e confrontarsi sul turismo in Valtellina!

  1. Nicola fistolera Rispondi

    Pienamente d’accordo , non cambierei una virgola !
    Bisogna trovare il modo di catturare l’entusiasmo e la voglia di “costruire” qualcosa in valle ed incanalarli nella giusta direzione !
    Mi piacerebbe riuscire a dare il mio contributo ….
    Nicola

  2. Paolo Rispondi

    Sottoscrivo anche io !! Partiamo dai sentieri: Prima creiamo il territorio e poi marketing a go-go !! Ad eurobike la settimana scorsa c’era lo stand di Livigno! Chissà cosa facevano?? Un saluto a tutti i biker !!

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