Sabato 23 ottobre 2021

Meglio puntare sui turisti dell’est o sui lombardi per la Valtellina?

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Da tempo stiamo pubblicando dichiarazioni degli addetti ai lavori locali sulla ricerca di mercati stranieri emergenti per compensare il mercato in flessione del turismo “nostrano” e anche “dal vivo” alcune località turistiche di Valtellina e Valchiavenna presentano forte rappresentanza, soprattutto sulle piste e nei locali, di ospiti provenienti dall’est Europa, senza dimenticare il lavoro, soprattutto da parte dei consorzi, sui mercati belga, tedesco e inglese.
Non manca la consapevolezza tra gli operatori sul ruolo storico della Valtellina come “montagna di Milano e della Lombardia”, ma forse serve porsi delle domande su questa tendenza in atto da alcuni anni.
Da un lato la crisi attanaglia il nostro paese limitando il potere di spesa delle famiglie, dall’altro i turisti dell’est che arrivano sono richiamati principalmente dall’elemento costo, variabile che non può che andare nella direzione del turista di “massa” alla ricerca del miglior prezzo e non della migliore qualità del prodotto.
Senza voler con questo esprimere giudizi, la domanda che ci poniamo deriva dal fatto che la Lombardia è una delle zone più ricche d’Europa, dove fortunatamente ci conoscono senza grossi sforzi e costi, e, anche se la crisi non ha risparmiato Milano e Brianza, vi troviamo ancora migliaia di turisti potenziali e con budget di tutto rispetto, che si muovono e che premiano altre località.
La motivazione della strada “difficile” forse non regge più come prima, e sarebbe interessante sentire l’opinione dei lettori in questo senso, soprattutto dopo l’apertura del nuovo tratto di Statale 38, che permette di arrivare da Milano a Morbegno (picchi di traffico esclusi) in tempi di tutto rispetto. Non si capisce inoltre come mai se la SS38 è un così forte limite per il “milanese”, basta un week end di sole per “ingombrare” le carreggiate di migliaia di mezzi. Probabilmente la verità sta nel mezzo, ma, forse, bisogna anche considerare che il lombardo è un turista più consapevole ed esigente del polacco, basti pensare ai clienti che l’enoturismo porta nelle cantine valtellinesi, e chiedersi se la chiave di volta non siano i servizi offerti?
Sicuramente un altro discorso andrebbe fatto anche su come portare in valle i nuovi ricchi dei paese emergenti, ma lo rimandiamo.
Nessuno pretende di avere la verità in tasca, e i mercati stranieri sono e saranno sempre importanti ed è giusto investirvi, ma le piccole realtà della Valtellina e della Valchiavenna se punteranno in futuro sull’elemento prezzo correranno il rischio di trovarsi nel tritacarne del mercato turistico di massa, da cui difficilmente potranno uscire vincenti.

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