Lunedì 20 settembre 2021

Nasce la bresaola made in Piemonte

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Firmato l’accordo tra Coldiretti Piemonte e Rigamonti S.p.A. per la bresaola Made in Piemonte. Nell’arco del triennio verranno impiegati dai 15 ai 19 mila capi di bovini adulti maschi di cui verranno utilizzate, in particolare, le parti di fesa e sottofesa per la preparazione della bresaola.
A comunicarlo è Coldiretti Piemonte che con questo accordo “punta a valorizzare la carne bovina di razza piemontese”.
Alla maggioranza dei lettori può risultare strano, pensando che nella Bresaola della Valtellina la materia prima sia originaria della provincia di Sondrio. Il nome è della Valtellina, non la carne. Come per lo speck dell’Alto Adige. Si tratta, infatti, di un prodotto industriale su larga scala. Con la carne valtellinese si copre, forse, un giorno di produzione all’anno.
In realtà il salume, pur avendo il marchio europeo IGP (indicazione geografica protetta), ed essendo tra l’altro il prodotto valtellinese più conosciuto dai turisti (il 51% della sua produzione è venduto preaffettato in vaschetta), è realizzato con carne di origine sudamericana.
La bresaola che verrà prodotta probabilmente, ipotizziamo senza essere esperti di marchi che tutelano i nomi dei prodotti, sarà o, meglio, si chiamerà Bresaola della Valtellina IGP, ma con carne italiana (anzi piemontese), invece che brasiliana.
Infatti per Coldiretti “in questo modo al consumatore si può garantire la tracciabilità dell’origine dei capi e di tutta la filiera di produzione, portando a tavola un prodotto davvero italiano. La Piemontese con oltre 315 mila capi, 5 mila aziende, rappresenta la principale razza da carne, oltre ad essere la prima razza autoctona a livello nazionale per numero di capi allevati”.
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