Giovedì 21 ottobre 2021

Nasce una petizione online per gli scavi di via Picchi di Chiavenna

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“Non cementifichiamo la storia e la cultura”. Con questo titolo ci è stata segnalata dai lettori una petizione su Change.org, la piattaforma di petizioni mondiale online più conosciuta, che riguarda una richiesta rivolta alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia perchè venga ripristinato il vincolo di non edificabilità all’interno degli scavi di via Picchi a Chiavenna.
Il testo della petizione testualmente dice: “Sul più antico e importante ritrovamento archeologico della provincia di Sondrio (resti di epoca protostorica del X/IX sec. a.C. e un’unità isediativa romana ancora ben conservata corredata da una quantità di materiale considerevole) sta per essere costruita una villa privata. Il Comune di Chiavenna e la Soprintendenza per i beni architettonici della Lombardia, in spregio ai principi fondamentali dello Stato Italiano che per primo al mondo ha sancito la tutela del paesaggio (articolo 9 della Costituzione), si sono rifiutati di rinnovare i ben due vincoli di inedificabilità già esistenti. In Italia siamo passati da un consumo di suolo di 8.000 kmq nel 1956 a oltre 20.500 kmq nel 2010. Tra i divoratori di suolo trionfa la Lombardia, seguita dal Veneto e dal Lazio. Cifre impressionanti, che trascinano l’Italia fuori dall’Europa, dove il consumo medio del suolo è del 2,8%, a fronte di un devastante 6,9 % per il nostro martoriato Paese. È come se ogni anno si costruissero due o tre città nuove, delle dimensioni di Milano e di Firenze, e questo in un Paese a incremento demografico zero. Si fa appello a chi vuole uno sviluppo in armonia con il bene pubblico e la Costituzione e a chi vede nel suolo italiano non solo una risorsa da saccheggiare a proprio vantaggio. Del resto se “con la cultura non si mangia”, … figuriamoci con l’ignoranza!
Non conosciamo la questione e non ci sbilanciamo, ma ci sembra giusto, come sempre, dare la notizia e lasciare agli attori, e soprattutto ai lettori, informarsi e giudicare. Qui il link della petizione. Turisticamente parlando, se gli scavi sono veramente validi come scritto nella petizione, potrebbero essere senza dubbio una buona risorsa da aggiungere alle presenti in Valchiavenna.

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