Venerdì 30 luglio 2021

Non sempre l’erba del vicino è più verde

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Passo BerninaIl titolo è solo una provocazione, non ce ne vogliano gli amici elvetici, ma la foto che ci ha inviato Stefano Pini un minimo di riflessione la comporta.
Stefano infatti ci scrive che le temperature sono troppo primaverili a Saint Moritz, dove lavora da anni, quindi stanno andando sul Passo Bernina a prendere la neve (in questo caso la chiama “oro bianco”), necessaria a preparare le piste di fondo e del bob per le feste natalizie, in caso non nevicasse ancora a lungo.
Siamo sinceri, se una foto così venisse dalla Valtellina non passerebbe inosservata. Non mancherebbero polemiche, prese di posizione pro e contro il mondo della neve, o meglio degli impianti di risalita, anche se in questo caso non centrano nulla e i social network sarebbero invasi dai commenti degli opinion leader fai da te, che in queste cose ci sguazzano.
Forse, e ripetiamo forse, in questo caso (svizzero) ci si indignerà di meno perché la notizia arriva dalla ricca Engadina e da un paese dove la cura del territorio è una priorità nazionale e, soprattutto, i casi di cattiva gestione dello stesso sono abbastanza rari.
Su una cosa non si dovrebbero avere dubbi, cioè che la prima cosa che bisogna offrire ai turisti, ma anche ai residenti, è madre natura, senza se e senza ma, intesa come territorio, e se manca la neve, camion che vanno a prendere la neve, un po’ come successo a Sochi per le olimpiadi, non sono, forse, più consoni al clima di consapevolezza ambientale del quale, quasi tutti, oggi, a parole, si schierano a favore.

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  1. Enzo Rispondi

    Assolutamente in sintonia con l’articolo. Questo modo di travalicare la natura con le risorse finanziarie è quantomeno discutibile anche se comprendo la necessitta di salvare il salvabile per il comparto turistico e per chi di turismo vive ( come me) .Ma poi i costi di queste operazioni atte a dare il contentino ai turisti ( forse) chi li pagherà ? e siamo sicuri che sia questa la strada da seguire o non dovremo forse cercare alternative come l’educazione al rispetto e alla convivenza con gli eventi atmosferici . L’Engadina e le Alpi sono posti meravigliosi da vivere anche se per una volta non sono innevati come da copione. Smettiamo di fare i bambini capricciosi e viviamo la natura rispettandone la volontà e semmai interroghiamoci sulle nostre colpe nei sui confronti

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