Martedì 27 luglio 2021

Non serve a nulla correre sulle strade in Valtellina

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In Valtellina abbiamo da secoli una sola strada che percorre la valle. Nel weekend, purtroppo, spesso restiamo intrappolati nelle code per la montagna (al venerdì sera) e per il rientro (la domenica sera). Traffico generato, per fortuna lasciatelo dire, dal turismo, ma esiste una tipologia di ospiti che, va detto, rappresentano una piccolissima parte di chi raggiunge la Valtellina, che non si rende conto della pericolosità delle sue azioni alla guida in provincia di Sondrio. E non ci stancheremo mai di ricordarlo, perché in troppi ancora lo ignorano.
Stiamo parlando di coloro che scambiano le statali 36 e 38 per il circuito di Monza, ignorando due concetti fondamentali per la loro (e nostra) sopravvivenza:
-che ogni 50 metri sulle strade di Valtellina c’è un ingresso laterale, passaggio a livello o passo carraio, senza contare i mezzi agricoli nei periodi di raccolta, ed è meno pericoloso fare il bagno dopo aver mangiato la trippa che guidare così;
-che anche sorpassando ogni macchina da Piantedo a Bormio si guadagnano forse 2 minuti, quindi tanto varrebbe starsene a casa piuttosto che fare la guerra al mondo automobilistico in una delle strade più pericolose d’Italia.
Vi aspettiamo con calma, speriamo non in coda, in Valtellina.

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  1. Riccardo Rispondi

    per la serie “diamo a Cesar quel che è di Cesare”, diciamo anche che ci sono tanti automobilisti “locali” che su e giú per la strada per la Valmalenco guidano come pazzi, compiendo sorpassi al limite della follia incuranti del fatto che cosí facendo possono ammazzare chi invece rispetta il codice della strada e, soprattutto, quello del Buon Senso…. Ho perso il conto delle volte che ho rischiato un bel frontale sul Ponte del Valdone (striscia continua e cartello di divieto di sorpasso questi sconosciuti…) o che mi son trovato un auto quasi in fronte dopo una curva cieca….. A questo genere di guidatore io straccerei la patente.

  2. Nadia Rispondi

    non so se mi posso considerare “turista tipico”. Nel senso che sono nata in Valtellina ma che due terzi della mia vita li ho trascorsi (e continuo a farlo) a Milano. Credo di avere la giusta obiettività per dire che è vero che spesso c’è qualcuno che sorpassa sulla statale in modo scellerato e pericoloso, il tutto per arrivare a casa qualche minuto prima, ma è altrettanto vero quello che ha scritto prima di me Riccardo. Spesso infatti in curva ci si trova davanti improvvisamente un’auto a tutta velocità e al centro della strada e, se osi dire qualcosa, ti dicono che loro “conoscono la strada” e ti guardano anche male perché vedono la targa “MI”. A quel punto io ho una mia strategia: li redarguisco in dialetto valtellinese (che non si dimentica mai) così li spiazzo……

  3. Antonello Rispondi

    io posso capire che abbiamo solo questa strada e che è giusto rispettare i limiti di velocità. Ma passare 6 ore in macchina in coda per colpa di Morbegno, del suo Iper e delle sue rotonde (erano meglio i semafori. si faceva prima) ti fa passare anche la voglia di raggiungere le fantastiche bellezze che la Valtellina ci riserva. Siamo un po’ il terzo mondo in fatto di viabilità. La vicina Engandina, come pure la val Venosta e altre valli dell’Alto Adige hanno strade che evitano i centri dei paesi, allontanando anche lo smog, il rumore, i camion, ecc…… La Valtellina è rimasta indietro. Solo da Tirano a Bormio abbiamo una strada valida. Attendiamo ora l’apertura della galleria e strada che eviterà finalmente Morbegno. Ma per il resto della valle? Ancora paesi, passaggi a livello, centri commerciali… Penso si debba fare ancora molto….. Certo probabilmente il commercio potrà rimetterci…..ma quanta salute per gli abitanti della valle e per i turisti…..
    Comunque sono quasi quaranta anni che faccio le vacanze in Valtellina e non smetterò mai. E’ lì piantata nel cuore e nessuno la leverà mai.

  4. Alfredo Rispondi

    Buona parte della colpa del traffico del rientro è anche di chi, credendo di esser l’unico ad avere un navigatore nel 2017, passa dalle stradine di ardenno o di selvetta (alcune con divieto) per immettersi furbescamente (e in modo spesso prepotente) più avanti. Regolamentando questa cosa già si potrebbe migliorare

  5. Alessandro Rispondi

    Quanto è stato scritto vale anche per il traffico settimanale con i vari camion e pullman scolastici.
    Sorpassi di chi sale verso Sondrio negli unici due punti a striscia discontinua (zona berbenno) per poi ritrovarsi in coda a Postalesio (se sei fortunato) per la rotonda dell’iperal o per quella della Sassella (questa è servita a evitare i tanti incidenti successi negli anni passati)oppure alla sera in coda sulla tangenziale sempre per la rotonda.
    La strada è quella o si parte prima o si aspetta.
    Per i weekend mi auguro che l’apertura del nuovo tratto della 38 aiuti a non rimanere in coda, rotonde permettendo sul tartano.

  6. Valerio Rispondi

    Se tirano e sondrio si dotassero di stazioni ferroviarie per caricare i mezzi pesanti e/o anche le macchine come per i tunnel in Svizzera 2 sole fermate e capolinea a Monza sarebbe anche una bella cosa. 1.30 ore risparmiate per gli autisti la maggior parte diretti dopo Lecco, magari una pennicchela dopo la sciata in tutta sicurezza. Qualche posto di lavoro in più e magari più soldi per ampliare la linea

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