Martedì 22 giugno 2021

Non tutti i conti correnti possono ricevere il cashback

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Come noto le spese che rispondono a esigenze professionali o aziendali non sono valide ai fini del Cashback. Non solo. Le spese pagate con carte di pagamento aziendali non concorrono al cashback, che riguarda esclusivamente gli acquisti a carattere privato.
Non è necessario avere un conto corrente, ma bisogna essere titolari di uno strumento che preveda un codice IBAN. Qui però nasce un problema, che non si trova in nessuna parte delle FAQ.
Il conto corrente su cui si appoggia il cashbask non può essere aziendale, ma solo consumatore. Cosa significa? Che se si è titolari di partita IVA, in particolare di ditte individuali, e si utilizza un unico conto corrente sia per l’attività professionale che per la vita privata l’APP IO, al momento dell’inserimento, lo rifiuterà indicando che il conto corrente non è associato al codice fiscale dell’intestatario.
Limite che esclude migliaia, forse milioni, di persone che non hanno conto corrente aziendale e personale separati, ma, come spesso accade nelle micro imprese, utilizzano un solo conto per tutto, a uso promiscuo.
Come si risolve il problema? Aprendo un altro conto corrente “consumatori”, appoggiandosi ad un conto corrente cointestato con una persona senza partita IVA che non subisce questo limite, oppure, dato che l’IBAN può essere associato anche a una specifica tipologia di carte, attivare una di queste, di solito prepagate.
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