Domenica 17 ottobre 2021

Ortles-Cevedale, dove osavano le aquile e gli alpini

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Prima guerra mondiale, fronte Ortles-Cevedale, il più alto di tutto il conflitto, una vicenda alpinistico-militare che oggi avrebbe dell’impossibile, avvenuta nell’estate del 1917. Gli Alpini sono appostati sulla Cima di Trafoi (3.565 m), raggiunta dopo aver risalito e attrezzato il ripido e complesso canale sud che sale da Valfurva, qui sulla cresta di Baeckmann che la congiunge alla Thurwieser (3652 m), in un ambiente maestoso e severo, di grandi difficoltà alpinistiche, controllano i movimenti delle truppe Austro-ungariche nella valle di Trafoi. Il 27 agosto gli Imperiali irrompono nelle baracche degli ignari Alpini, sulla vetta della Trafojer, attraverso un tunnel di quasi 1,5 km, scavato a braccia nel ghiaccio della ripidissima parete nord. Subito gli Alpini trasportano artiglierie, mitragliatrici, viveri e il 1° settembre scatta il contrattacco guidato dal Capitano Bertarelli, dal quale ne uscimmo vincitori riconquistando la vetta.
Proprio a Bertarelli è intitolato il Rifugio V° Alpini, che sorge proprio sotto queste pareti, oggi scarsamente frequentate e salite a causa del ritiro dei ghiacci e delle rocce particolarmente instabili che le compongono. Mi piace sempre ricordare che, oggi, queste montagne non separano più due nazioni, ma sono un orgoglio tutto italiano; anche se, a distanza di quasi un secolo dall’annessione del Sud Tirolo all’Italia, permangono grandi differenze culturali e linguistiche che, giuste o sbagliate che siano, dovremo accettare, forse perché si sono trovati a far parte di un popolo che non gli apparteneva. Chissà che il bello dell’Italia non sia anche questo.

Marco Trezzi
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  1. Daniele Rispondi

    W gli Alpini!

  2. Caseta Rispondi

    Viva gli alpini e l italia

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