Giovedì 28 ottobre 2021

Passo Forcola, 6 mesi l’intervallo minimo di chiusura invernale

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Passo Forcola Livigno Com’è noto, Coira ha posto dei paletti sulle date di apertura e chiusura del Passo della Forcola. L’intervallo minimo di chiusura sarà di sei mesi, ovvero un poco più lungo di quanto non sia stato fino ad oggi. Inoltre, il Cantone potrà risparmiare sui lavori di sgombero, poiché in caso di nevicate il suddetto periodo potrà essere prolungato. A partire da circa due anni fa, noi di Tivas abbiamo preso contatti con le autorità cantonali e li abbiamo mantenuti, esercitando una costante opera di sensibilizzazione. Abbiamo così ottenuto un chiaro segnale di attenzione, accompagnato da una precisa scelta politica.
Pensiamo che oggi Coira si renda perfettamente conto che il problema delle smodate punte di traffico non riguardi semplicemente la “difesa di alcuni orticelli”, bensì che impatti su una visione globale dello sviluppo futuro della nostra Valle, seriamente minacciata nell’economia, nell’ambiente e nel turismo dalla sua trasformazione in misero corridoio di transito.
In uno dei suoi discorsi in qualità di Presidente del Governo, l’Onorevole Cavigelli ha posto l’accento sulla salvaguardia delle risorse dei territori grigionesi: “se ci tarpano le ali nello sfruttamento delle nostre risorse, non abbiamo più l’agio di gestire autonomamente la nostra economia e la nostra esistenza”. La decisione cantonale relativa alla Forcola appare ora in sintonia con quel discorso.
Vorremmo anche far notare che la chiusura invernale del Passo mette una pietra sopra una questione critica: l’ambizione dei livignaschi di godere tutto l’anno di un accesso libero verso il loro territorio.
Ci fa piacere informare il pubblico che a questo risultato ha attivamente contribuito anche il Comune di Poschiavo.
Sarà comunque evidente al lettore che questa contromisura altro non potrà essere che la prima di una serie. In effetti, la sostenibilità di cui noi di Tivas da tempo discutiamo concerne soprattutto il regime della mobilità estiva e, in particolare, le punte di transito. Queste ultime toccano nel nostro delicato territorio il ragguardevole valore di 800 veicoli all’ora (incluso un numero in preoccupante crescita di voluminosi pullman), proprio quando il paesaggio locale è nella sua forma più smagliante.
Fonte: Comitato Tivas (Traffico Intelligente in Valposchiavo per un Ambiente Sostenibile)

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  1. Luca Galli Rispondi

    “Vorremmo anche far notare che la chiusura invernale del Passo mette una pietra sopra una questione critica: l’ambizione dei livignaschi di godere tutto l’anno di un accesso libero verso il loro territorio.”
    Questo è il riassunto di tutta l’attività del gruppo Tivas: cercare di fare un dispetto ai livignaschi per calmare il mal di pancia da invidia per quello che Livigno ha saputo costruire negli ultimi decenni.
    Credo che questi signori dovrebbero farsi un giro in Val Mustair, dalla quale passano molte automobili e “ingombranti pullman” diretti a Livigno tutto l’anno, e dove gli abitanti invece di rodersi il fegato hanno costruito alberghi carini, risoranti invitanti, bar accoglienti e negozi di qualità per far sì che le automobili dirette a Livigno si fermino volentieri per una pausa.
    Certo, raramente un’automobile diretta a Livigno via Forcola si ferma in Valposchiavo, ed il motivo è il pessimo rapporto qualità-prezzo, la scarsa cortesia degli operatori e l’atteggiamento supponente di persone come chi al posto di crescere professionalmente, migliorare il suo prodotto e creare i presupposti per trarre vantaggi dal passaggio di turisti perde il suo tempo cercando di sfogare la sua frustrazione contro chi si impegna e lavora.
    Fino a quando questi personaggi non cambieranno la loro mentalità potranno anche chiudere definitivamente la Forcola, ma non otterranno, giustamente, nessun risultato.

  2. Daniele Crameri Rispondi

    Egregio Signor Galli!
    Quale persona avente diritto di voto nei Grigioni ho sottoscritto immediatamente nel 2013 la petizione di Tivas, la quale rientra pienamente nei parametri della democrazia diretta secondo la costituzione svizzera di partecipazione del cittadino al processo decisionale delle istituzioni nei 3 livelli: federale, cantonale e comunale. La nostra democrazia e il nostro sistema politico è molto diverso da quello italiano ed europeo, visto che conosce il diritto di lanciare delle petizioni, delle iniziative popolari e dei referendum, non solo consultivi o abrogativi, ma anche proprio per cambiare e modificare delle leggi fatte dal parlamento e dal governo.
    Quindi mi permetto di sottoporle alcune osservazioni quale giovane grigionese innanzitutto, ma soprattutto nella veste di giovane nato e cresciuto in Valposchiavo.
    Le sue osservazioni in merito all’operato di Tivas e al “presunto” mancato impegno degli operatori turistici della Valposchiavo, sono molto arroganti, denotano una sua forte sfacciataggine e soprattutto rispecchiano le idee politiche vigenti in forte maggioranza attualmente nel piccolo Tibet; ovvero ideologie di politiche turistiche prettamente commerciali, di turismo di massa del mordi & fuggi, del neoliberismo economico e del mancato rispetto delle opinioni altrui nei comuni confinanti a Livigno.
    Parlare di invidia, mal di pancia, dei poschiavini chi si rodono il fegato per gelosia nei confronti del vostro comune, sono parole forti che forse per chi le dice fanno aumentare il consenso elettorale dei livignaschi verso quella lista civica alle prossime elezioni amministrative, ma al contempo non fanno altro che far diminuire la volontà di dialogo dei comuni adiacenti a Livigno per trovare delle soluzioni!
    Poi lei oltre ad aver usato frasi fuori dagli schemi, ha anche raccontato molte bugie quando ha citato la Val Müstair; infatti non è assolutamente vero che come comunità abbia saputo trarne qualche beneficio dal passaggio di auto verso Livigno e come testimonianza vi è il fatto che il turismo della Biosfera Val Müstair da qualche anno segna meno, proprio perché chi cerca la quiete in una zona adiacente il Parco Nazionale Svizzero viene scoraggiato a ritornarci una seconda volta, a causa della mole di rumore e di inquinamento che c’è lungo la valle a causa del traffico.
    Secondo lei chi sa fare turismo in zona vi è solo Livigno e gli altri invece sono dei fannulloni che non sanno fare sistema come voi; ma è logico come zona franca avete un vantaggio fiscale a livello comunale che neanche i comuni in Svizzera hanno, ad eccezione di Samnaun, e quindi avendo voi più soldi nelle casse comunali potete investirli in maniera più mirata nel marketing e nella promozione della località.
    Ma non è tutto: secondo lei il gruppo Tivas perde energie inutili per cercare di sfogarsi verso Livigno e invece dovrebbe cercare di impegnarsi a far crescere professionalmente gli operatori del settore a livello locale per poter trarre qualche beneficio in più dalle auto che transitano dalla Forcola nella stagione estiva: non si rende conto probabilmente che la Forcola ha sin dalla sua esistenza un unico scopo che è quello di raggiungere prima Livigno dall’Italia, rispetto al tempo maggiore che si impiega per arrivare dal Foscagno. Quindi è giusto e lecito che chi deve tutelare la sicurezza, la qualità della vita e l’economia in Valposchiavo si batta per ridurre il traffico di transito, ma non ha certamente l’obiettivo di far degradare turisticamente Livigno facendole dei dispetti!
    Comici invece Livigno a cercare di migliorare l’accesso al suo territorio attraverso il Foscagno, dialogando con ANAS per migliorare quella strada lì: è più comodo utilizzare le strade altrui senza buche e tornanti stretti per avere il pienone durante il picco di stagione.
    Forse è sfuggito a voi di Livigno, che la tratta stradale di competenza cantonale dalla dogana di La Motta fino al confine in cima alla Forcola, non è legata da nessun vincolo giuridico, sia attraverso accordi tra il Canton Grigioni e Livigno, sia tra trattati fra Svizzera e Italia. Gli accordi bilaterali tra CH e UE poi non prevedono il coinvolgimento della viabilità locale a livello giuridico, ma solo quella degli assi stradali di importanza continentale (tipo il San Gottardo). Quindi noi con la nostra tratta stradale di competenza fino in cima al passo possiamo fare quello che vogliamo ed è a nostra più completa disposizione. Per fortuna direi, altrimenti saremmo sottoposti a pressioni da parte del comune di Livigno alla stessa maniera di EKW, la quale comunque è una SA privata e quindi agisce sotto il diritto privato e non può essere pertanto oggetto di trattative a livello politico.
    L’unico problema che potrebbe nascere per il Cantone nel caso che insieme a Tivas decidesse di chiudere la dogana di notte (come era fino a 10 anni fa), sarebbe legato all’accordo di Schengen, il quale prevede che tutti i valichi di frontiera non debbano essere né presidiati di continuo, né sottoposti a chiusure notturne per motivi di sicurezza. Si possono solo fare controlli sporadici. Problema superabile però, con la classificazione della Forcola a valico secondario e complementare rispetto agli altri valichi presidiati tutto l’anno esistenti in zona Alta Rezia.
    Se volessimo mettere un pedaggio su quella tratta poi, sarebbe fattibile però solo se quella strada fosse privatizzata, perché il diritto elvetico costituzionale vigente non prevede dazi su tratte stradali pubbliche. Naturalmente semmai solo per il periodo estivo giugno-ottobre, non come voleva il vostro sindaco con pedaggio sì, ma tutto l’anno.
    Si faccia un giro in Austria in moto/auto e vede che diversi passi alpini privati sono aperti solo d’estate e sono al contempo pedaggiati!
    Per concludere, essendo venuto a conoscenza che lei è il gestore del Ristorante Il Camino, vorrei poterle dire apertamente che se lei ha impostato tutto il successo della sua struttura e tutti gli introiti della sua società con il turismo di giornata mordi e fuggi proveniente dalla Forcola, forse è ora e tempo che cambi strategia e probabilmente, lei, come pure tutta la località di Livigno, invece di solo ricevere soldi e fare business a scapito di altri vicini, forse dovrà anche dare qualcosa in cambio in futuro, altrimenti il core business della zona franca, sarà superato dai fatti della green economy, la quale non tollererà più zone turistiche a la Livigno!
    Cordiali saluti da un giovane che guarda al futuro con sostenibilità ambientale, con solidarietà e con un economia a vantaggio di tutti e non per pochi!

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