Domenica 17 ottobre 2021

Passo Stelvio ist nicht Italien?

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La recente delibera del Consiglio provinciale di Bolzano riguardante l’abolizione dei termini “Alto Adige” e “altoatesino”,  facendoli diventare ‘Provincia di Bolzano’ e ‘cittadino della Provincia di Bolzano’, non è passata inosservata anche in Valtellina.
C’è un particolare infatti che, se tale iniziativa avesse avuto successo, alla fine del percorso che sembrava volessero davvero percorrere i secessionisti della Suedtiroler Freiheit, avrebbe avuto una ripercussione anche su una delle attrazioni e brand principali del turismo nostrano.
Parliamo ovviamente del passo Stelvio. Che va ricordato è percorso dalla strada statale 38 dello Stelvio non solo sul lato lombardo, ma anche altoatesino, o almeno fino ad oggi lo abbiamo chiamato così…
Del domani non vi è certezza, ma come lo dovremmo nominare se la delibera bolzanina diventasse realtà a tutti gli effetti?
Lo Stelvio è quasi certamente visto più come valtellinese, ma è percorso alla grande anche dai turisti sul lato di Trafoi. E allora il problema si pone.
Non si può far finta di non notare che in un periodo storico che ha visto “solo” 250mila giovani italiani andarsene a cercar fortuna all’estero, nella vicina, ricca e sovvenzionata provincia di Bolzano le priorità della classe politica sono davvero illuminanti sulle loro visioni e strategie.
Sarà che ogni volta che si comunica il miliardesimo protocollo tra zone confinanti si finisce anche per crederci, ma nella costituzione italiana, alla quale prestano giuramento anche in tutte le vigenti, ormai senza alcuna logica, regioni a statuto speciale, sono scolpiti nel marmo i termini solidarietà e sussidiarietà.
E allora per una volta sarebbe bello che oltre a slogan alle viscere della gente, chi ha questi pensieri apra una volta un libro e si informi. Anche senza guardare un post di pochi secondi sui social o aprendo discussioni nei bar.
Che poi a voler guardare, posto che ogni guerra è stupida e inutile per sua stessa natura, quella che ha portato all’utilizzo (dal 1919) del termine altoatesino, innescando tutto quanto ne è seguito, l’ha dichiarata l’Austria-Ungheria alla Serbia. E combattuta per la maggior parte da popoli che di austriaco avevano poco e sicuramente non il nome. Quando si dice nomen omen.
Sicuri che si tratti dell’ennesima uscita senza senso che siamo costretti a leggere in Italia, siamo altrettanto certi che la difesa dei confini, intesa come tradizioni, passi da crescita culturale e consapevolezza che in Europa siamo (quasi) tutti cittadini del mondo libero e che il Medioevo è finito da un pezzo. Altrimenti si deve buttare lo smartphone e sostituirlo con la clava, scomodo forse nei selfie, ma con l’indubbio vantaggio dell’essere immune dall’obsolescenza programmata. Con tutto il rispetto per i sud tirolesi “italiani” che fanno bene a difendere la loro storia. Ma senza tirare in ballo la sensibilità delle persone e darsi al cabaret.
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  1. gabriele Rispondi

    Stupendo articolo, vero e divertente. Bravissimi!

  2. Anna Dall’Ora Rispondi

    Concordo in tutto. Mi permetto solo una notazione: smettiamo di usare il termine “medioevo” come sinonimo di abbruttimento e inciviltà. Il medioevo dura 1000 anni, in cui troviamo la nascita dell’Europa di oggi, San Francesco, Dante, Giotto…, solo per fare qualche nome… Crediamo che soltanto in seguito si sia raggiunta la civiltà? Basta leggere i libri di storia…

    • Fabrizio Olivieri Rispondi

      Condivido l’osservazione sul cosiddetto Medioevo: un’epoca storica che costituisce la fondazione della civiltà europea, per la grandezza degli uomini e delle società che l’hanno animata, non è un vuoto e buio intermezzo tra la civiltà di Roma antica e i prodromi della civiltà moderna. Anche se non omogenea quanto alle caratteristiche assunte nei secoli che la compongono, questa epoca ha generato una civiltà denominata “Cristianità Romano-Germanica”.

  3. Ferrazzi Roberto Rispondi

    Purtroppo gli “altoatesini” non hanno mai accettato l’italianità, salvo quando prendono i soldi come regione a statuto speciale. Chiamarsi altoatesini, fa riferimento al nord dell’Italia, mentre sud tirolesi fa riferimento al sud dell’Austria.. É tutto lì ma loro son italiani e non si deve cedere anche per rispetto di tutti i morti della guerra 15,18

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