Domenica 24 ottobre 2021

Piazzolla, Bizet, Marquez: settembre di note intense

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Una mite serata di settembre accoglie il pubblico di Estat’Arte 2013 giunto alla ex-chiesa di San Rocco di Castione Andevenno, dove in più di un’ora di esibizione il Paolo Vignani Quartet ha saputo rendere più ‘caldo’ il clima, proponendo un repertorio che ha toccato autori ed atmosfere ‘latine’.
A partire da una “Carmen Fantasy” che ha raccolto le più celebri arie dell’opera di Georges Bizet, attraverso le “Cuatro Estaciones Portenas” di Astor Piazzolla, sino alla “Canzon n. 2” di Arturo Marquez, il quartetto composto da Stefano Gori (flauto), Gabriele Oglina (clarinetto), Salvatore Seminara (chitarra) e Paolo Vignani (fisarmonica) ha saputo condividere la magia di questo programma con il nutrito pubblico presente alla Chiesa di San Rocco a Castione Andevenno, sospesa a picco sui vigneti terrazzati che attraversano tutta la media Valtellina.
Una selezione di brani, quella proposta, che ha saputo valorizzare l’affiatamento del “Quartet”, protagonista di oltre un’ora di esibizione apprezzata per intensità e coinvolgimento, conclusasi con ripetuti ‘rientri in scena’ dei quattro musicisti, richiamati sul palco più volte dai prolungati applausi del pubblico, sino ad uno scherzoso e disarmante commiato “non ne sappiamo più!” pronunciato dal flautista Stefano Gori.
Il giocoso saluto è stato solo la parte più evidente e conclusiva della particolare sintonia creatasi tra pubblico ed i musicisti, sin dalla prima parte del concerto, caratterizzata da un’esibizione in formazione ridotta (Gori, Oglina, Seminara con flauto, clarinetto e chitarra), con una suite originale scritta dallo stesso chitarrista Salvatore Seminara per il trio.
“È sempre una sfida, quasi un azzardo presentare pezzi propri ed inediti al pubblico. Ma alla fine, sapere che ci sono cento persone, quante siete voi qui questa sera, che hanno sentito e porteranno con sé memoria di questi brani è sempre una soddisfazione emozionante” ha detto Seminara, prima dell’ingresso sul palco di Paolo Vignani con la sua fisarmonica, con cui ci si è addentrati lungo il repertorio della serata in formazione completa.

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