Lunedì 18 ottobre 2021

Premio Madesimo: chiesa gremita per Andrea Vitali a Campodolcino

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Un anno di svolte questo 2013 per Andrea Vitali. Il popolarissimo scrittore è salito domenica sera a Campodolcino per parlare del suo ultimo romanzo “Un bel sogno d’amore”, nell’ambito del calendario del Premio Madesimo.
Una serata organizzata all’interno della chiesetta di Sant’Antonio. Oltre 100 i partecipanti, molti dei quali non sono riusciti a trovare posti a sedere che hanno seguito con attenzione Vitali.
“Un bel sogno d’amore” narra la storia di Adelaide Pizzi, ragazza bella e corteggiata indecisa se sposare Ernesto Tagliaferri, detto il Taglia, affascinante e scapestrato operaio della fabbrica in cui lavora, o il mite Alfredo Denti, rispettabile meccanico dell’officina dell’Orio, succube di una madre detta “facia de can”, faccia di cane.
A risolvere tutto sarà il destino, che si manifesterà in quell’estate del 1975, nella discussa proiezione di Ultimo Tango a Parigi di Bernardo Bertolucci.
Un po’ condizionati dalla location religiosa, lo scrittore ha preferito lasciare al lettore la trama del romanzo e concentrarsi invece sulle novità che quest’ultimo libro ha segnato nella carriera di Vitali, visto che per la prima volta il racconto non è ambientato negli anni ’30: “Sto invecchiando e in qualche modo il decennio degli anni ’70 è diventato abbastanza nebuloso da permettermi di mischiare ricordi, esperienze, aneddoti e pettegolezzi. Non è l’unica svolta. Il mio prossimo romanza non sarà ambientato sul lago. Così i miei critici – ha ironizzato – dovranno rimangiarsi tutto quello che hanno detto. In realtà non mi sento un difensore delle radici e del campanile anche se racconto storie legate a una terra ben precisa. É la tradizione italiana a essere così. Basti pensare a Arbasino, Bassani o allo stesso Guareschi”.
Una citazione anche per l’opera “Manone”, fumetto illustrato da Bruno Ritter su un testo di Vitali dedicato all’emigrazione italiana in Svizzera per motivi di lavoro. Un volume arrivato nel pieno della campagna anti-italiani, definiti ratti, in Ticino: “Non pensavo che gli svizzeri fossero così cattivi – ha commentato l’autore. Nei manifesti contro gli italiani ho visto una violenza verbale e grafica che rimanda a periodo oscuri”.
Vitali è autore conosciuto anche per la sua prolificità (16 romanzi pubblicati, quasi il doppio quelli scritti). C’è chi l’ha paragonato a Simenon, autore di oltre 400 romanzi: “Ho la speranza di andare avanti ancora per molto – ha sorriso lo scrittore – ma forse raggiungere Simenon sarà difficile. Fortunatamente ho tante storie nel cassetto. É importante per mantenere viva la scrittura. Ho avuto anch’io periodi di blocco dello scrittore, ma li ho sempre vissuti senza angoscia. L’antidoto migliore? Rimane sempre la lettura”.

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