Mercoledì 23 giugno 2021

Procura allarme alle autorità in Puglia, ora è in carcere a Sondrio

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I Carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana (BR) hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi e quella presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, due giovani di anni 27 (lui) e 15 (lei), per “procurato allarme alle autorità” e “interruzione di un ufficio o servizio pubblico”.
Poco dopo la mezzanotte del 7 maggio u.s., il “triage” dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce è stato contattato telefonicamente da una donna che, piangendo e in preda alla disperazione, richiedeva soccorso poiché riferiva di essere stata accoltellata poco prima dal proprio marito. Successivamente prendeva l’apparecchio telefonico un uomo, il quale iniziava un dialogo con il personale sanitario per circa 40 minuti, specificando di aver accoltellato la propria moglie, di
trovarsi a bordo di un autoveicolo in una stradina sterrata e manifestava l’intenzione di farla finita.
Durante le particolari fasi concitate della telefonata, l’uomo precisava di trovarsi nelle campagne di Avetrana (TA), nei pressi della Stazione Ferroviaria che ricade nel Comune di Erchie (BR), ove la Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana è territorialmente competente. Nel corso della lunga telefonata ed al fine di permettere alle Forze dell’Ordine di rintracciare la chiamata, il personale medico, contestualmente, avvisava la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana, per avviare le ricerche.
In primissima battuta venivano inviate, da quell’ospedale, diverse ambulanze, con dispositivi acustici attivati, al fine di percepire telefonicamente l’avvicinarsi “delle sirene”, ma tale accertamento non produceva alcun risultato così come le ricerche protrattesi, senza soluzione di continuità, per ben 3 giorni.
Per ricercare le persone segnalate in pericolo di vita, venivano impiegati numerosi militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana con il coordinamento del Comando Provinciale di Brindisi, nonché di quella di Manduria (TA), allo scopo di perlustrare approfonditamente le campagne oggetto di segnalazione.
È stato impiegato anche l’elicottero MCH 109° del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari, per perlustrare dall’alto le campagne, con esito negativo.
Una squadra di Carabinieri specializzati nelle attività tecnico-informatiche della Compagnia di Francavilla Fontana, sin dalle prime ore della richiesta di aiuto, in una corsa contro il tempo, riusciva ad escludere la partenza della telefonata dalla zona segnalata, ovvero le campagne tra Erchie (BR) ed Avetrana (TA). Si rendeva necessario approfondire gli accertamenti, allo scopo di eliminare qualunque possibilità di errore nell’analisi dei dati considerati ed in questa fase si
riusciva ad accertare che la telefonata era partita da un’utenza telefonica cellulare attestata nel Comune di Sondrio.
I Carabinieri riuscivano quindi ad escludere l’ipotesi di trovarsi in presenza di persone in reale pericolo di vita, accertando anche che l’utilizzatore della stessa utenza telefonica, tra il 6 ed il 7 maggio u.s., aveva contattato a) la centrale Operativa dei Carabinieri di Trani (BAT), riferendo propositi suicidari; b) il distaccamento dei Vigili del Fuoco dello scalo aeroportuale, riferendo di un incendio in luogo imprecisato; c) la Centrale Operativa dei Carabinieri di Trani (sconoscesi motivo); d) il Policlinico di Bari (sconoscesi motivo); e) il Policlinico di Catania (sconoscesi motivo); f) il Radiotaxi Bari (sconoscesi motivo); g) l’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
Importante è stata la stretta collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Sondrio, i quali hanno permesso di riscontrare le risultanze investigative informatiche prodotte da quelli di Francavilla Fontana. Infatti, sebbene l’utenza telefonica risultava intestata ad un cittadino di Sondrio, estraneo alla vicenda, le attività hanno permesso comunque di risalire ai reali responsabili. La ragazza minorenne utilizzatrice della SIM, rintracciata dai Carabinieri di Sondrio, ha ammesso la propria responsabilità riferendo che si era trattato di un banale scherzo, compiuto con la complicità del suo amico 27enne, originario della provincia di Bari ma residente a Sondrio. Anche quest’ultimo, infatti, dinanzi ai Carabinieri, ha spontaneamente ammesso le proprie responsabilità circa la telefonata effettuata.
Per il 27enne pugliese si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Sondrio, poiché durante gli accertamenti eseguiti nel corso della permanenza presso la caserma dei Carabinieri, è emerso che lo stesso risultava destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani (BT) per violazione delle prescrizioni dell’obbligo di dimora.
Al termine della quantificazione delle spese sostenute per le ricerche, protrattesi per più giorni, l’importo verrà addebitato ai due deferiti.
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