Lunedì 18 ottobre 2021

Proposto aumento del 27% della tariffa del servizio idrico integrato

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Si torna a parlare di Secam relativamente ai problemi di bilancio della società e dei possibili aumenti che ne potrebbero derivare per gli utenti.
A luglio il campanello d’allarme per la società pubblica al 100% che si occupa di rifiuti e acqua per gli enti locali della provincia di Sondrio era legato sia all’aumento del tasso di morosità degli utenti, ben 18mila che non hanno pagato nel corso del 2020, che ai problemi di cassa e all’incertezza finanziaria dato che la tariffa dell’Ato non riesce a sostenere i costi degli investimenti.
Se questa estate cominciava ad aleggiare il possibile aumento dei costi a carico dei cittadini attraverso l’incremento della tariffa dell’acqua per coprire il disavanzo che Secam registra ogni anno, è notizia di oggi, pubblicata da “La Provincia di Sondrio” che Secam abbia proposto un aumento della tariffa dell’acqua del 27,5% nei prossimi tre anni, invece che dell’1,9%, come precedentemente stabilito.
Un aumento della tariffa del servizio idrico integrato che andrebbe a sommarsi, sempre da quanto riporta il giornale sondriese, ad aumenti dei conguagli per il 2020 del servizio rifiuti a carico dei Comuni da centinaia di migliaia di euro.

Nel frattempo la Corte di Cassazione con ordinanza n. 24904/21 del 15/09/2021 ha dettato alcune regole fondamentali relativamente alla materia dei consumi di acqua e agli obblighi del gestore.
Secondo la Corte, infatti, il semplice invio di una fattura commerciale relativa ai consumi anomali registrati, a distanza di oltre due mesi dalla rilevazione degli stessi e senza alcuna preventiva espressa segnalazione del loro carattere anomalo, non consente di ritenere correttamente adempiuto l’obbligo informativo dell’ente somministrante nei confronti dell’utente finale.
Il gestore deve consentire all’utente di avere preventiva contezza dell’anomalia nel consumo, in modo da potersi attivare al fine di evitare l’ulteriore aggravio del danno provocato dall’eventuale perdita occulta. La Corte stabilisce, altresì, che la mancata diligenza dell’utente, che non ha verificato il regolare funzionamento dell’impianto e del contatore e non ha fatto la cosiddetta “autolettura”, non esclude, di per sé, la sussistenza dell’inadempimento in capo all’azienda erogatrice del servizio dell’obbligo di segnalazione dei consumi anomali. Quindi se avete ricevuto una bolletta dai consumi anomali potete presentare reclamo e contestare l’accaduto.
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