Domenica 20 settembre 2020

Punture da zecca: tutto quello che c’è da sapere

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Cosa sono le zecche?
Le zecche sono parassiti di piccole dimensioni e di colore scuro che si nutrono di sangue e che talvolta possono costituire un pericolo per l’uomo.
Dove vivono?
Popolano gli ambienti naturali, in particolare quelli caratterizzati da microclima fresco e umido:
• boschi e bordi dei sentieri
• prati e campi incolti
• parchi e giardini
Le zecche sono più attive dalla primavera all’autunno, ma in presenza di inverni miti, l’attività delle zecche può protrarsi anche tutto l’anno. Vivono a stretto contatto con gli animali selvatici, che rappresentano i principali ospiti parassitati, ma possono infestare anche animali domestici e uomo.
Come pungono gli animali e l’uomo?
Le zecche non saltano e non volano ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio dell’animale o dell’uomo. Con le zampe anteriori si aggrappano ai peli o ai vestiti, spostandosi sulla pelle, fino a trovare il punto adatto in cui succhiare il sangue. Generalmente rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia tra 2 e 7 giorni per poi lasciarsi cadere spontaneamente.
La puntura di zecca è pericolosa?
La puntura di zecca, di solito, non è né dolorosa né pruriginosa, tuttavia può essere pericolosa per l’uomo sia per le gravi reazioni allergiche che per il potenziale rischio di trasmettere malattie infettive.
Quali malattie possono essere trasmesse all’uomo?
In Italia le principali malattie trasmesse da zecche sono la malattia di Lyme, la rickettsiosi (fra cui la febbre bottonosa del Mediterraneo); meno frequenti le ehrlichiosi, la meningoencefalite da zecche (TBE) e la tularemia.
Malattia di Lyme
È un’infezione batterica che dopo un’incubazione di 3-32 giorni, si manifesta all’inizio con chiazze rossastre sulla pelle, a volte con febbre, malessere, mal di testa, dolori alle articolazioni e ai muscoli. Dopo un certo tempo (settimane o mesi) può causare disturbi più gravi alle articolazioni (artriti), al cuore e al sistema nervoso (meningiti). La malattia è guaribile con terapia antibiotica. Lacura è  più semplice ed efficace nei primi stadi della malattia che nelle fasi tardive, per questo motivo è importante riconoscerla subito. Non è disponibile un vaccino.
Encefalite da zecche
È una grave malattia virale che colpisce il sistema nervoso. Inizia con febbre e disturbi simili influenzali. Nel 20-30% dei casi il decorso è molto serio, con possibili conseguenze permanenti e invalidanti. Non esiste una cura specifica ma si può prevenire con la vaccinazione.
Attualmente, il rischio di infezione non è presente nel territorio dell’ATS Montagna.
Come si può prevenire la puntura?
Durante le escursioni
COPRITI Indossa abiti chiari, con maniche e pantaloni lunghi ed infila i pantaloni nei calzini. Indossa scarpe chiuse e cappello. USA DEI REPELLENTI Applica un repellente adeguato seguendo le indicazioni d’uso del prodotto. EVITA L’ERBA ALTA Cammina su sentieri battuti, preferibilmente al centro, evitando le zone ricche di cespugli e di sotto-bosco. CONTROLLA …zaino o altro materiale rimasto appoggiato sull’erba prima di rindossarlo.
Al ritorno
CONTROLLA indumenti e parti scoperte, se possibile con l’aiuto di un’altra persona per le zone più difficili da ispezionare (dorso e nuca), ricordando che le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, nelle pieghe dell’inguine e delle ascelle.
CONTROLLA ATTENTAMENTE I BAMBINI!
In caso di puntura di zecca:
COSA NON FARE
Non utilizzare mai alcol, benzina, acetone, ammoniaca, olio per rimuovere la zecca; non toglierla con le mani e non
schiacciarla con le dita. Non utilizzare antibiotici di tua iniziativa senza prima consultare il medico.
COSA FARE
Rimuovi la zecca al più presto, afferrandola delicatamente, senza schiacciarla, con una pinzetta il più possibile vicino alla cute, ruotandola più volte per estrarla evitando di romperla.
DOPO AVER RIMOSSO LA ZECCA
Disinfetta la cute con un disinfettante non colorato e controlla per 30-40 giorni la zona cutanea interessata.
Consulta il medico se nelle successive 4-5 settimane avverti uno stato di malessere (febbricola, mal di testa) e/o compare rossore/gonfi ore nel punto della puntura della zecca.
Conserva la zecca in un barattolo e portala in un centro di riferimento per l’identifi cazione nel più breve tempo possibile.
Segna la data, il luogo dell’evento e la sede della morsicatura
Fonte: ATS Montagna

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