Martedì 19 ottobre 2021

Quando sapevano costruire strade eterne: lo Stelvio

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“Con grande perizia qui costrusse”, la frase incisa sulla targa in onore di Carlo DOnegani in cima allo Stelvio. Nel video di Stefano Pini si può ammirare la parte alta del versante altoatesino della strada. Un’opera che, ogni volta che la guardi, pone seri interrogativi sul perché oggi non siamo nemmeno lontani parenti dal punto di vista professionale di queste capacità costruttive e professionali quando si parla di infrastrutture statali.
L’ultima visita dell’Imperatore d’Austria al passo Stelvio

Il passo dello Stelvio con 2.757 metri è il secondo valico automobilistico più alto d’Europa, che mette in comunicazione Lombardia, Svizzera e Trentino Alto Adige, con un tracciato che sconfina in parte anche nel cantone dei Grigioni. All’inizio del XIX Secolo l’imperatore Francesco II d’Asburgo volle una nuova strada che potesse collegare la Val Venosta direttamente con Milano, attraverso la Valtellina. Fino al 1915 il valico era percorso tutto l’anno da un servizio di diligenze grazie all’opera degli spalatori. Dopo la Grande Guerra entrambi i versanti diventarono italiani, pertanto il passo perse il suo significato strategico di collegamento tra Vienna a Milano e di conseguenza venne decisa la chiusura stagionale.

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