Martedì 22 giugno 2021

Reati tributari: 150.000 € sequestrati a imprenditore tiranese

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Sondrio hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sondrio, Dott. Pietro Della Pona, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Stefano Latorre, avente ad oggetto disponibilità di denaro e beni immobili fino a concorrenza del valore di circa
150 mila euro nei confronti di un imprenditore tiranese attivo nel settore immobiliare.
Le indagini di polizia giudiziaria, eseguite dalle fiamme gialle di Tirano, sono scaturite – grazie a piani d’intervento mirati e selettivi nei confronti dei “grandi evasori” e di quelli “abituali” – da due verifiche fiscali, avviate nei confronti di altrettante società tiranesi che, pur essendo operative, non presentavano dal 2015 le dichiarazioni fiscali obbligatorie.
Le attività di indagine, effettuate sviluppando anche segnalazioni per operazioni sospette, hanno svelato sistematiche condotte di evasione fiscale che hanno portato al provvedimento disposto dal Tribunale di Sondrio a carico dell’imprenditore, indagato per il reato di omessa dichiarazione fiscale, ed il sequestro di denaro e di un immobile nel Comune di Tirano.
Gli accertamenti hanno anche portato alla scoperta di un caso di evasione fiscale “internazionale”. È stata, infatti, individuata una ulteriore entità imprenditoriale “esterovestita”, ovvero una società avente fittiziamente sede nel vicino Canton Grigioni svizzero, ma di fatto residente ed operante in Italia e creata esclusivamente per sottrarsi agli adempimenti tributari previsti dal nostro ordinamento per beneficiare di un regime impositivo più favorevole vigente nel Paese confinante.
Dagli approfondimenti svolti dai finanzieri, infatti, è risultato che la società di diritto elvetico era formalmente intestata ad un soggetto terzo, ma veniva di fatto gestita dall’imprenditore tiranese; attraverso l’effettuazione di controlli incrociati e l’analisi di copiosa documentazione, anche informatica, è stato possibile constatarne l’esterovestizione e conseguentemente ricondurne in Italia l’amministrazione.
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Nei periodi di crisi economica, come quello attuale legato alla pandemia, gli effetti distorsivi della concorrenza e del mercato provocati dalle frodi fiscali sono accentuati: da qui, l’importanza dell’azione “chirurgica” svolta dalla Guardia di Finanza contro gli evasori e i frodatori grazie alle analisi di rischio svolte dai Reparti Speciali del Corpo ed ai database in uso alla Guardia di Finanza – prima fra tutti la “Dorsale Informatica”, strumento estremamente tecnologico di supporto alle investigazioni
Dagli approfondimenti svolti dai finanzieri, infatti, è emerso che la società di diritto elvetico era formalmente intestata ad un soggetto terzo, ma veniva di fatto gestita dall’imprenditore tiranese; attraverso l’effettuazione di controlli incrociati e l’analisi di copiosa documentazione, anche informatica, è stato possibile constatarne l’esterovestizione e ricondurne l’amministrazione in Italia.
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