Venerdì 22 ottobre 2021

Ronco, una perla nascosta nel tiranese

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Volete trascorrere una giornata in santa pace senza rombo di motori e passeggiare in un luogo poco frequentato, ma che ricorda ad ogni passo, il lavoro dei nostri avi? Volete che il vostro scarpone accarezzi le pietre lisciate dalle “priàle“ cariche di fieno che giungevano da Trivigno, Canali e Ronco e che ora, tra lame di luce nella fitta vegetazione, brillano come perle? O forse volete, dopo aver salito la “ràta“ della Prima Croce e della “Volta del Persèch“, sentire il fruscio delle tremule foglie di betulla mosse dalla brezza che sembrano sussurrare l’invito della Virginia di Ronco che vi propone una gazzosa per la vostra arsura? Allora, se volete tutto questo, vi consiglio un itinerario con l’impegno di sapere ancora sognare e odorare. Sognare le nostre radici e sentire il “profumo“ della nostra terra.
Bene! Lasciate la vostra automobile in paese e inforcate la “motopeduzzi“, ovvero il motore delle vostre gambe. Raggiungerete con poco fatica il Castelàsc, simbolo storico del nostro borgo, poi proseguirete per la stradina sterrata fino ad una antica santella. Da lì parte l’antica mulattiera Tirano-Trivigno. Poco oltre, alla località “Li Cadèni“, per chi ha lo sguardo attento, non sfuggiranno a lato della strada, due corti binari. Servivano, dopo aver messo un tronco sotto alla “priàla”, a inserire e agganciare al “bròz” il “redée” che con le sue robuste ruote trasformava la “priàla“ in un carro da trascinare sino a Tirano. Poco sopra “Li cadéni“ ecco apparire le selve di castagno, ricchezza dei nostri avi e ora luoghi ombrosi e freschi per coloro che vogliono godersi un delizioso panorama della conca di Tirano, del Masuccio e del Mortirolo. Più oltre inizia la vera pace: i rumori della cittadina giungono ovattati, fin quasi scomparire. La mulattiera è ora avvolta in un tunnel di verde di vegetazione; il bosco si infittisce. Presto si giunge alla “ràta“ della prima Croce. L’antico Crocefisso domina la salita; non è raro vedere persone che giunte alla Croce raccolgono un mazzolino di fiori per inserirli tra i piedi sanguinanti del Cristo. Si prosegue giungendo alla “ volta del Pèrsech”. Qui incomincia l’incanto; la brezza è sempre di casa e accompagna fino a Ronco, a circa 950 metri di altitudine. Ronco è una delle perle nascoste del Tiranese; lo scenario è unico. Il luogo domina l’intera Valle di Poschiavo, lo sguardo giunge sino alla torre “De li béli Miri“ di Teglio e al grande ospedale di Sondalo. Baruffini e Roncaiola , dirimpetto e circa alla stessa altitudine, sembrano toccarsi con mano. Tirano, nella conca, appare in tutta la sua estensione.
A questo punto le parole non servono più, poiché non sono di misura per la bellezza del luogo. Propongo una immagine di Ronco di come era nel ’30 e di come è adesso, quale perla nascosta e da scoprire. Dulcis in fundo dirò che vicino alla località di Ronco c’è una sergente chiamata “‘l Funtanin” . Non rivelerò dove si trova; ognuno la scopra, così da poter dire che ha trovato un gioiello.
Naturalmente non usando l’automobile, la moto o i quad (moto a quattro ruote) che, dove passano, sembrano arare il terreno, ma la “motopeduzzi“, mezzo di locomozione che il Padre Eterno ci ha dato e che sembra essere ancora in uso.
Ezio Maifrè
Viabilità e lavori in corso



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