Martedì 26 ottobre 2021

Sondalo, concorso di poesia dialettale

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Il Comune di Sondalo, confortato dal buon esito delle due precedenti edizioni, ha aperto il nuovo bando di concorso di poesia dialettale per la provincia di Sondrio, Valposchiavo e Val Bregaglia.
Il termine per presentare gli elaborati è il 31 ottobre 2013, con le modalità previste dalle norme contenute nel bando.
Scrivere in dialetto non è facile, comporre poesie è ancora più difficile. Si crede, a torto, che non sia possibile esternare i sentimenti, parlare del proprio intimo, dei propri sentimenti con la parlata rustica. Eppure abbiamo la riprova che col dialetto si può esprimere tutto quanto la propria anima vuole sussurrare al mondo: recentemente Remo Bracchi ha pubblicato Armét un’antologia di componimenti di varia natura, in cui troviamo persino la versione in vernacolo piattino dell’Infinito di Leopardi, e quélainmensità la me šprofónda, che mi séiplunodàr, e la me placa, culsèmištér, e la me nguìda l’ónda, ma l ébèl de neghèr in de štu mar. Il dialetto può quindi essere modellato, plasmato, levigato. Ce lo dice anche Giulio Spini vincitore della prima edizione con Sira nel dialetto di Tartano, col suo intimismo lirico, me abandùnidepermì, impegulàa de rusàda, senza paròlignipensèer in silensisgumént, pàas e turmént, ulcòorsvulsàa al stràscia un uraziùu. E ancora i versi di Delia Nusssio di Brusio con Novembri, riferendosi alle foglie nel tardo autunno Adès li pòsasü l’èrba seca, ma li cantà sa ta li tucat… e culvént li sgula via, e’l par urscéiscurentàa. E l’auspicio di Gabriele Antonioli, vincitore della scorsa edizione con la strécia de Ilda, che bèl che l sarìa, quan che n tut al paés la strécia de Ilda amó la fudés un reciàm de cuncòrdia e de carità e che in ògnifamèaghéfósiespäs e unità.
È un concorso questo che oltre a valorizzare il dialetto tende a rinsaldare i rapporti di buon vicinato e di amicizia transfrontaliera con i poschiavini e i bregagliotti, come tra l’altro ben rimarcato dal poeta Pietro Pizzini di Sondrio che l’anno scorso si è classificato secondo col eltrenìnrus: via eltrénu che el me tira a Pus’ciaf a beefnabira, e che ’l mena i pus’ciavin a Tiran a befbun vin!

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