Giovedì 22 aprile 2021

Sondrio, richiesto finanziamento per trasformare l’area ex Enel

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Un’area degradata da riqualificare e l’occasione di un bando statale per ottenere il finanziamento necessario. L’area ex Enel, nella zona est della città, compresa tra le vie Nani e Europa e la ferrovia, in una zona poco distante dal centro, si presterebbe  a un’integrazione fra edilizia residenziale e commerciale e ambito sociale di servizio attraverso un progetto da quasi 16,5 milioni di euro la cui realizzazione è subordinata alla concessione del finanziamento nell’ambito del bando PinQuA, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare bandito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il piano ha un nome, “Rigenerazione Integrata Urbana Sondrio”, che ne riassume i contenuti: intervenire su un comparto urbano con fabbricati dismessi da anni per dotare la zona di una serie di servizi pubblici, fornendo una risposta alla domanda di edilizia sociale, con spazi caratterizzati da un’elevata qualità urbana e ambientale.
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In origine gli edifici dismessi ospitavano uffici, depositi e la mensa aziendale dell’Enel: oggi, dopo oltre 15 anni di abbandono, l’area è a rischio degrado, sia edilizio che sociale. Il progetto prevede, nello specifico, il recupero di uno dei fabbricati esistenti, la demolizione e realizzazione ex novo di tre edifici e altre opere. L’intervento, a suo tempo promosso da un operatore privato, è stato rivisitato per estendere gli ambiti dell’edilizia residenziale e del terziario ai servizi di natura pubblica e collettiva, attualmente collocati in altre zone, che necessitano di nuovi spazi. L’accordo con il privato, prevede la cessione al Comune di circa cinquemila metri quadrati di superficie residenziale da destinare al Centro autismo, al Centro di prima accoglienza, a 20 alloggi temporanei, a una cinquantina di appartamenti di housing sociale, a sedi per le associazioni cittadine e ambulatori. Nell’intervento è inclusa anche la realizzazione di un sovrappasso ciclopedonale alto sei metri, nella parte più orientale, per superare la ferrovia e la via Stelvio e collegare la zona al centro città. Dall’imbocco della passerella partirà un percorso pedonale, lungo 330 metri, che costeggerà il canale idroelettrico dell’Enel fino a raggiungere il Sentiero Valtellina. Nella zona a ovest delle palazzine verrà creata una nuova area comunale per le manifestazioni pubbliche, adatta ad ospitare circhi e giostre. Importanti sono anche le opere che verranno realizzate nelle vicinanze della zona, come la riqualificazione degli spazi antistanti il Liceo Donegani, l’ampliamento da 10 a 40 posti auto del parcheggio esistente. È inoltre previsto un intervento di mitigazione della linea elettrica ad alta tensione esistente con interramento di alcuni tralicci e schermatura dei cavi.
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Il Centro di accoglienza notturna troverà posto al piano terra della palazzina un tempo destinata a mensa, che verrà ristrutturata: sono previste camere a due o tre letti per un totale di circa 15 posti, oltre ai servizi e agli spazi per le associazioni che gestiscono il servizio per conto del Comune. Il secondo e il terzo piano, che avranno un accesso indipendente, saranno destinati a circa 15 residenze di housing temporaneo con appartamenti da due, tre e quattro posti, oltre a spazi collettivi per la socialità. Delle tre palazzine oggi esistenti, che verranno tutte demolite e ricostruite ex novo, una sarà destinata al Centro polifunzionale disabilità e in particolare all’assistenza e alla cura dei disturbi pervasivi dello sviluppo: due piani da 187 metri quadrati ciascuno che includeranno anche spazi fruibili da un pubblico più ampio, quali la palestra per la psicomotricità, l’area doposcuola e l’area polifunzionale. Un’altra palazzina, con spazi per 1160 metri quadrati, prevede al piano terra ambulatori e ambienti di servizio, mentre i quattro piani saranno destinati interamente a residenze di housing sociale. Nella restante palazzina al piano terra verranno messi a disposizione spazi da adibire a sedi delle associazioni e sarà creata una “casa di quartiere” per riunioni, feste e coworking, mentre nei rimanenti quattro piani verranno realizzate residenze di housing sociale.

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