Lunedì 18 ottobre 2021

Sono tornati di moda i lombardi

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Nel 2013, quando è nato Valtellina Turismo Mobile, sono partito da un’idea. Semplice, ma non scontata all’epoca, esterofila come non mai.
Se sei la montagna della più popolosa e ricca regione italiana, non ci sono pedaggi sulle strade per raggiungerti e le vacanze sono sempre più brevi, ma anche più frequenti (e quindi vicine a casa), è a quel mercato (nel nostro caso comunicativo) che ti devi rivolgere per primo. Ma senza svenderti, offrendo servizi e qualità per non entrare in concorrenza con località di massa e/o low cost.
Oggi con il Covid-19 se ne sono accorti in molti. Meglio tardi che mai.
Poche ore fa Confturismo ha diffuso una ricerca secondo la quale questa estate il 23% degli italiani (intervistati in maggio) sceglierà la montagna per le proprie vacanze (nel maggio 2019 erano il 18%). Il mare è al 49% (61% nel 2019). Probabile che con il passare dei giorni e il calare dei dati di contagio questi dati torneranno verso la normalità, con il mare che nel periodo estivo tornerà a farla da padrone.
Ma non si può ignorare che i lombardi sono tornati al centro dell’attenzione del turismo valtellinese.
Prima però lo sono di quello nazionale: senza i turisti della Lombardia molte località perdono grosse percentuali di fatturato. In alcuni casi fino a rendere antieconomico aprire.
Mentre aspettiamo l’arrivo del vaccino o la scomparsa del virus, sperando siano più veloci delle attese per il ponte sullo Stretto, la nuova legge elettorale, l’eliminazione della burocrazia e tante altre cosine, la Valtellina (in particolare) dovrebbe riflettere sulle opportunità derivanti dall’emergenza. Gestendo al meglio e valorizzando l’arrivo di coloro che, anche per cause di forza maggiore, soggiorneranno in provincia. Per non correre il rischio di trovarsi tra un anno punto e a capo.
SF

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