Lunedì 02 agosto 2021

Sostila, il paese fantasma o delle streghe

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Da scoprire il borgo montano di Sostila, antico e principale nucleo della Val Fabiolo, all’interno del territorio del comune di Forcola, e ammirare la bellezza di un paese medioevale intatto e immerso in una natura incontaminata. Immergendosi nel silenzio della natura accompagnato dalle leggende che nel tempo sono nate intorno a questi luoghi affascinanti e misteriosi, scrigno che custodisce gli ultimi segni di una cultura ormai ricordo di pochi.
Val Fabiolo
Fra le numerose valli laterali che incidono sia il versante retico sia il versante orobico della Valtellina, la Val Fabiòlo ha tutti i requisiti per essere considerata, oggi, una delle più affascinanti tra le mete escursionistiche di media montagna.
Itinerario
Partenza dal cuore di Sirta. Poco sopra la chiesa di San Giuseppe presso le case alte nella parte destra del paese, troviamo l’indicazione “Via alla Sostila”. Raggiungiamo le ultime case, quasi a ridosso del versante montuoso, prendiamo a destra, su sentiero che poi diventa mulattiera (segnavia numero 17), salendo all’ombra del bosco di castagni.
Passiamo a destra di una baita usata per l’essiccazione delle castagne, davanti alla quale si trova, sul ciglio della mulattiera, la prima delle cinque cappellette che ritmano la salita a Somvalle, in corrispondenza di altrettanti luoghi di sosta per chi saliva in valle con pesanti carichi sulle spalle ed ai piedi zoccole di legno.
Dopo un primo tratto verso sud-ovest, la mulattiera piega a sinistra, procedendo verso est. Il fondo è largo e buono, alternando tratti lastricati a tratti scavati nella roccia o con fondo in terra battuta.
Raggiungiamo uno dei tratti più suggestivi del percorso. Poco prima di addentrarsi nella valle, la mulattiera, protetta da un muretto sulla sinistra, regala, complice il diradarsi del bosco, un ottimo colpo d’occhio sulla piana di Selvetta, sull’abitato di Sirta, raccolto intorno all’inconfondibile cupolone, e sul severo salto roccioso che lo domina ad est, la Caurga. Si tratta del punto panoramico denominato “bàach”. Segue un tratto in breve discesa, nel quale la mulattiera volge gradualmente a destra.

Si chiudono, alle nostre spalle, gli scenari della valle dell’Adda e si aprono quelli ben più cupi della Val Fabiòlo, la valle delle ombre, delle magie, delle inquietudini, degli spiriti. Alla nostra sinistra scorre il Fabiòlo, prima di sfogare le sue ultime rabbie gettandosi nella forra terminale della valle; sull’uno e sull’altro lato della valle versanti incombenti, che cadono a picco.
Ma la mulattiera prosegue con la sua pacata flemma, iniziando a salire, con tratto scalinato, in direzione della seconda “pòsa”, quella del “gisöl d’inèm la val”, cioè della cappelletta nel fondo della valle. Poco prima della cappelletta superiamo il primo ponticello che porta al sentiero per Lavisòlo, il quale, correndo sullo scosceso versante opposto, si riaffaccia sul versante valtellinese e porta alla bella piana dove sorge l’antico nucleo, a monte della Sirta.
Continuiamo la salita in uno dei punti più ripidi della valle, detto “li Curnasci” (il nome si riferisce ai picchi rocciosi, “corne”, che incombono sopra il nostro capo) dove la buona volontà di chi ancora tutela il territorio ha attrezzato le rocce con catene per facilitare la salta ai viandanti. Oltrepassiamo la salita con una brevissima sequenza di tornantini raggiungendo il secondo ponticello in sasso detto anch’esso de li Curnasci, che permette di passare sul lato opposto della valle. Un lungo tratto dritto, ritmato dall’attraversamento di alcuni ruscelli ci porta rapidamente in alto ai piedi dei prati della località Bùres.
Superato il terzo ponte entriamo nel maggengo e camminiamo sul sentiero segnalato da pietre disposte a coltello ai lati dello stesso. Intanto la valle si è aperta favorendo la vista sul naturale anfiteatro costituito dai boschi all’intorno. Eccoci alla cappelletta dei Bùres, la terza sosta (ad un’ora circa dalla Sirta), nella quale è rappresentata una Madonna con Bambino, dal volto sereno e dal sorriso appena accennato.
Da qui saliamo al villaggio di Sostila, sospeso, a mezza costa, sul ripido versante occidentale della valle contornato da prati e selve: dalla cappelletta un sentierino sale a tagliare un prati, poi diventa più marcato ed inanella una serie di tornanti, in una selva di castagni, fino a raggiungere le case del paese aggrappate attorno alla piccola chiesetta.

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