Lunedì 18 ottobre 2021

Signore del potere. Processi alle streghe XV-XVIII secolo

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Dopo l’anteprima di sabato 24 agosto, con l’apertura della mostra della pittrice piurasca Anna Lorenzini la “Dieci giorni di Piuro” è entrata nel vivo della tematica di quest’anno dedicata alle “strie” con il convegno dal titolo ‘Signore del potere. Processi alle streghe dal XV al XVIII secolo’.
Nel pomeriggio di domenica 25, nella accogliente chiesa di Giavera, a Villa di Chiavenna, un folto ed attentissimo pubblico italiano e svizzero ha seguito gli interventi dei relatori Guglielmo Scaramellini, Roberto Bellini, Valerio Giorgetta e del regista teatrale svizzero Gian Gianotti.
La scelta del luogo non è stata casuale, sorgendo la chiesetta in prossimità di alcuni massi legati alle storie sulle strie. Racconta la leggenda che la montagna sovrastante la chiesa fosse abituale luogo di ritrovo delle streghe. Invidiose quest’ultime della bella chiesetta dedicata alla Madonna decisero di spingere a valle un grosso masso per distruggerla. Il pesante masso iniziò a rotolare, ma giunto vicino alla chiesa miracolosamente si fermò. Si dice a Villa che sul macigno si vedano ancora le impronte dei piedi delle streghe che lo spinsero e delle mani della Madonna che lo fermò.
Il prof. Guglielmo Scaramellini, docente dell’Università degli Studi di Milano, ha inquadrato l’intrigante tematica della caccia alle streghe dalla seconda metà del Quattrocento a tutto il Settecento, legandola via via alla credulità delle masse popolari, al maschilismo dominante, all’oscurantismo religioso prima e dei tribunali civili poi.
Il prof. Roberto Bellini, docente di Storia del Cristianesimo alla Cattolica di Milano, ha definito lo stereotipo della strega secondo i diversi canoni della cultura popolare e delle gerarchie ecclesiastiche: dai malefizi, ai patti col diavolo, ai sabba satanici, al volo, alle metamorfosi animalesche. Drammatico il percorso accusatorio: un processo alla strega intentato per un evento banale e pretestuoso, come ad esempio una grandinata che ha rovinato un raccolto, travolge la poveretta accusata del malefizio in un meccanismo infernale di accuse e torture che la portano a confessare reati in realtà mai commessi. Bisognerà attendere la seconda metà del Settecento con il consolidarsi delle nuove teorie scientifiche che danno la spiegazione a determinati fenomeni naturali per assistere al progressivo venir meno delle accuse di stregoneria.
Il dott. Valerio Giorgetta, figlio del compianto Giovanni appassionato studioso dei processi locali di stregoneria, ha annunciato la prossima pubblicazione di un volume sulle ricerche del padre ed ha posto l’attenzione sulla stregoneria in Valchiavenna nel Seicento. I processi sono concentrati nei periodi di crisi delle comunità, di maggiore povertà e conflittualità come la stessa frana di Piuro, il passaggio di eserciti predatori, la peste dei Lanzichenecchi descritta dal Manzoni che a Villa decimò il 50% della popolazione. In questi casi la strega poteva rappresentare un utile capro espiatorio ed a Piuro, Chiavenna e in Val San Giacomo i processi alle streghe furono assai ricorrenti. Sono un’ottantina gli imputati di stregoneria nel corso del secolo (5 gli uomini) di cui sicuramente 34 finirono arsi sul rogo, 5 furono dichiarati innocenti, 5 messi al bando, mentre di 36 non si ha notizia documentata.
Interessante la testimonianza del regista svizzero Gian Gianotti che si appresta a mettere in scena nel 2015 lo spettacolo “La stria”, opera scritta nel 1870 da Giovanni Andrea Maurizio e rappresentata per la prima volta nel 1876 al pretorio di Vicosoprano. Da allora viene rappresentata in Bregaglia ogni 25/30 anni ed a Giavera il regista ha riproposto alcuni brani del testo in dialetto bregagliotto.
Il programma della “Dieci giorni” promossa dall’Associazione continua martedì pomeriggio, 27 agosto, con la visita guidata ai Palazzi Pretori di Chiavenna e Santa Croce con guida lo storico Guido Scaramellini e lettura dei processi alle strie a Giavera di Villa di Chiavenna da parte del gruppo di ricerca popolare “Gli Antacùc”. (Ritrovo alle 14.30 in piazza San Pietro a Chiavenna).

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