Lunedì 25 ottobre 2021

Successo per ScarpatettiArte

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Si è conclusa domenica 14 luglio la XVI edizione di ScarpatettiArte: due giorni di arte e musica per le vie del centro storico di Sondrio che ha attirato come sempre molti artisti e visitatori. Una ottantina infatti, gli iscritti alla manifestazione compresi gli artigiani locali che nella due giorni dell’evento hanno dato dimostrazione delle loro abilità manuali-artistiche e 15 i ragazzi di Brera che hanno partecipato alla mostra-concorso dal titolo: Brera incontra Scarpatetti.
A vincere la sezione riguardante il concorso riservato agli studenti di Brera è: Giulia Gentilcore, con la sua installazione “Filtri” che si caratterizza per la capacità mimetica di risemantizzare i materiali, costituiti principalmente da bustine di tè esauste, che rievocano l’aspetto esteriore dei “sanpietrini” che ricoprono la via centrale di Scarpatetti. L’opera disvela il vissuto del quartiere utilizzando materiali apparentemente incongrui, e giustapponendo ad essi dettagli e vedute stampate e applicate su carta impalpabile. Ne risulta un lavoro di grande omogeneità cromatica: il tessuto sul quale poggia è anche il racconto della vita intesa come intreccio e legame sociale. Anche il filo che lega i brandelli di tela rappresenta l’elemento di sutura del poetico tappeto, domestico e intimo, quasi silenzioso, ma fortemente evocativo.
Inoltre la giuria ha voluto dare una menzione speciale ad Adi Haxhiaj con la sua opera dal titolo: “12 maggio 2013 h: 11.46/16.32 Scarpatetti-Sondrio”. La fusione delle immagini colte nel corso della visita al quartiere rimanda alla tradizione pittorica del monocromo, qui risolto in forma di texture. La forte impostazione concettuale condensa in maniera raffinata un flusso di storie e impressioni, complesso ma molto rielaborato e ripresentato con linguaggio autonomo.
Per quello che riguarda il concorso sulla via, che consisteva nel premiare l’artista e non l’opera migliore, valutando il portfolio di opere, il primo premio è stato vinto da Manuela Dorsa, la quale rivela una notevole sensibilità nell’ambientare l’opera nello spazio.
Il tema della genetica è evocato con delicatezza e risolto con coerenza nel dialogo tra il candore dell’installazione e l’ “antro sassoso” di Scarpatetti.
L’installazione è completata da opere pittoriche su diversi supporti (tra cui teli bianchi, quasi fossero sudari).
Al secondo posto abbiamo Nadia Patroni, che con un consapevole l’utilizzo delle armi del Kitsch etnografico valtellinese, sembra voler portare a livello estremo l’ispirazione popolare che domina la rassegna. Un Beyus ironico e irsutamente pseudo-estetico.
Anche il numeroso pubblico ha partecipato in prima persona decretando il vincitore del terzo premio; mediante la votazione l’artista preferito è risultata Giulia Bongiascia.

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