Mercoledì 23 giugno 2021

Traona, il ponte delle assurdità: le imprese protestano e manifestano

Condividi





NEWS LOCALI
Gli imprenditori della Bassa Valle vivono una situazione di forte disagio perché da quasi un anno il ponte di collegamento da Traona a Cosio Valtellino e svincolo della nuova ss. 38, importante infrastruttura viaria per la zona, è chiuso per lavori di consolidamento. Oltre a ciò, le promesse di realizzazione di un ponte nuovo, ormai datate di qualche anno, non trovano riscontro, tant’è che ad oggi non c’è ancora il progetto esecutivo. Questa situazione ha creato un notevole danno economico alle imprese del territorio, che vedono fortemente penalizzati i loro introiti. Da qui è nata l’iniziativa del Comitato ‘Il ponte delle assurdità’, che ha organizzato la manifestazione di protesta e sensibilizzazione in programma per sabato 22 maggio, alle ore 10, in via della Stazione a Traona. Una mobilitazione pacifica per chiedere di concludere al più presto i lavori di messa in sicurezza del vecchio ponte, chiarendo nel dettaglio gli interventi che si intendono mettere in campo da qui in avanti, ma soprattutto la data della riapertura. Questo solo per tamponare l’emergenza nell’immediato, con in prospettiva, però, un altro fondamentale intervento: la progettazione e la messa in opera di un nuovo ponte e una strada adeguata alla viabilità odierna, opera ritenuta imprescindibile per risolvere una volta per tutte gli attuali problemi viabilistici legati all’inadeguatezza di un manufatto che, anche una volta messo in sicurezza con dispendio di risorse e di tempo, risulterà comunque superato e pericoloso nel contesto dell’assetto viario della nuova SS. 38.
La manifestazione di sabato 22 maggio è organizzata dal Comitato ‘Il ponte delle assurdità’ che raggruppa 40 attività aderenti. L’obiettivo è accendere i riflettori, facendo sentire la nostra voce in modo ordinato e pacifico, sul grave disagio causato a tutti i cittadini, imprenditori compresi, di Traona e di parte della Bassa Valle, che da oltre un anno stanno vivendo una situazione assurda, con problemi quotidiani negli spostamenti. A carico delle attività, infatti, vi sono le pesanti conseguenze economiche dovute alla perdita sia dei clienti di passaggio sulla nuova SS. 38 sia di quelli residenti sulla sponda opposta dell’Adda, cosa che ha costretto alcuni operatori addirittura a non riaprire e che, comunque, mette a rischio la sopravvivenza delle aziende della zona, che stanno registrando importanti perdite di fatturato.

Nella serata di ieri ci siamo riuniti per definire tutti i dettagli operativi di questa mobilitazione pacifica che è stata organizzata informando le autorità di pubblica sicurezza e istituzionali, e che verrà realizzata rispettando le norme vigenti in materia di sicurezza sanitaria, con postazioni fisse in luoghi prestabiliti. Abbiamo interpellato i sindaci della Bassa Valle, le associazioni di categoria e le organizzazioni dei lavoratori, che in gran numero ci hanno dato il loro appoggio. Nell’occasione avremo modo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Infatti, non tutti sanno che il primo progetto, finanziato e appaltato per l’abbattimento e la costruzione di un nuovo ponte, risale al 1999. Un altro progetto, con soldi già stanziati, è del 2017 ed è stato anch’esso abbandonato. Si deve anche notare che dal dicembre 2018 a ogni allerta meteo la Provincia dispone la chiusura del ponte. I lavori per la messa in sicurezza sono iniziati il 7 maggio 2020, mentre al 30 giugno dello stesso anno risale la chiusura alla circolazione per realizzare i pali di sottofondazione. Il 30 settembre, però, la ditta appaltatrice ha accertato un abbassamento del ponte e il cantiere ha subìto uno stop durato per mesi.Resta il fatto che a distanza di un anno dal loro avvio i lavori sono ancora in corso. Siamo preoccupati per il protrarsi dei cantieri, senza contare che, quando il ripristino sarà compiuto, avremo comunque un ponte non adeguato: la carreggiata rimarrà stretta, con senso di marcia alternato per i veicoli al di sopra delle 3,5 tonnellate e gestito da un semaforo intelligente, e l’accesso resterà pericoloso perché preceduto da una curva a 90 gradi, per non parlare dell’impatto visivo. Tutto questo all’uscita di una superstrada! Vogliamo, comunque, avere fiducia nell’operatività delle istituzioni e guardare alle importanti risorse che verranno messe a disposizione per la ripresa economica, parte delle quali saranno destinate all’ammodernamento delle infrastrutture, con la possibilità di porre riparo a 20 anni di errori. La nostra richiesta è quella che quindi venga finalmente realizzato un ponte nuovo, opera che consideriamo necessaria e imprescindibile.
Anche l’Unione del Commercio e del Turismo manifesta preoccupazione rispetto alla situazione che si è venuta a creare. Il ponte di Traona è un’arteria fondamentale e vitale per tutta l’economia della Bassa Valtellina, compresi il commercio, il turismo e i servizi, che stanno soffrendo tantissimo. La sua chiusura continua a provocare disagi alla popolazione, agli imprenditori, ai mezzi di pubblici, di soccorso, di trasporto delle merci, ai visitatori, con un danno di immagine per l’intero nostro comprensorio della Bassa Valle. Non possiamo accettare che il nostro Mandamento venga così poco considerato, dopo essere già stato depauperato di importanti servizi. Per questa ragione, esprimo la completa vicinanza dell’Associazione Mandamentale ai colleghi imprenditori di Traona e accolgo con favore la richiesta che ci è stata rivolta dal Comitato di invitare tutti gli operatori della Bassa Valle a partecipare alla manifestazione di sabato 22 maggio.
Riguardo all’apertura del ponte l’Amministrazione Provinciale ipotizza di completare i lavori per la fine del mese di luglio riaprendo il ponte alla circolazione del traffico entro tale data.
Le altre news di oggi
Ricevi le news su WhatsApp




Unisciti al canale Telegram per gli
aggiornamenti in tempo reale

Ultime notizie