Giovedì 28 ottobre 2021

Una domenica di viaggi musicali su note raffinate

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La calda domenica pre-ferragostana ha portato un doppio appuntamento nel calendario di Estat’Arte 2013, all’insegna del viaggio musicale da un lato nel repertorio tra luoghi, epoche, stili, contaminazioni e, dall’altro, tra località ospitanti.
Il duo composto da Sasha De Ritis (flauto) e Roberto Di Stanislao (chitarra) ha inaugurato il programma della giornata con il loro “Viaggio in Musica”, con arrangiamenti specifici per la loro particolare formazione tratti da opere di Mozart e Bizet, per poi giungere a composizioni specifiche per flauto e chitarra (Giuliani e Monti) e spingendosi infine sino a Piazzolla, richiamato anche nel “Libertango” del “bis” richiesto dal pubblico di Torre Santa Maria, in Valmalenco.
Un approdo in Argentina che ha suggellato questo excursus tra quattro secoli e due continenti, declinato in un’ora di intensa esibizione dei due giovani musicisti, ma dal curriculum di tutto rispetto.
Questo inedito appuntamento pomeridiano rientra nel ciclo “una Montagna di Suoni”, che da diverse stagioni porta iniziative musicali al cospetto delle più belle cime della Valmalenco. Pur svolgendosi nella struttura polifunzionale del “Tecc’ de Tucc’ ”, nel cuore del paese di Torre Santa Maria, tuttavia le Alpi valtellinesi non sono mancate nell’ambientazione di questo “Viaggio in Musica”, ponendosi sullo sfondo dell’esibizione del duo attraverso l’esposizione di opere con cui il Centro d’Arte Malenco sta celebrando i 150 anni del Club Alpino Italiano.
E se di viaggio musicale si è parlato lungo questa giornata, anche gli eventi hanno compiuto un viaggio nei luoghi: al calare della sera è stata infatti la chiesa della Beata Vergine Addolorata di Montagna in Valtellina ad ospitare il secondo appuntamento del giorno.
Dalla Valmalenco al cuore dei vigneti terrazzati valtellinesi, la piccola chiesa, nota anche con il nome “dei Morti” ed inserita nel caratteristico complesso della parrocchiale di San Giorgio di Montagna, è stato lo scenario dove le note dell’ensemble cameristico de “i Bricconcello” hanno trasportato il pubblico tra gli omaggi a Venezia, Napoli ed al cinema anni Trenta arrangiati appositamente dal compositore italiano Giuliano di Giuseppe.
Il filo conduttore sono state tre suite composte da brani della tradizione popolare e da colonne sonore dei film italiani dell’epoca (come “Parlami d’amore Mariù” o “Vivere”), affiancate dalla videoproiezione di sequenze evocative, per un coinvolgimento sensoriale ed emozionale davvero avvolgente.
Il programma della formazione composta dal tenore Leonardo De Lisi, il clarinetto di Roberto Gander, la chitarra di Luca Trabucchi e il violoncello di Pierluigi Ruggiero è stato a stento trattenuto dalla piccola chiesa settecentesca: luci, melodie ed i sinceri applausi del pubblico si sono riversati attraverso il portale nella piazza principale del borgo, facendo riecheggiare queste suggestioni tra l’acciottolato del risc che conduce a contrade e vigne, ed i palazzi che la racchiudono con fiero aspetto rurale.

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